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La Valpe sciupa, il Cortina segna

14/03/2012 21:04

Nella splendida cornice di Cortina d'Ampezzo, allo Stadio Olimpico, è andata in scena gara 5 dei quarti di finale playoff con la serie sul 3-1 per gli ampezzani. La partita, veloce e intensa, ha visto il trionfo della squadra cortinese per 4-1, a spese di una Valpe che non ha certo lesinato cuore, impegno, e concentrazione.

La differenza nasce dalla vena realizzativa degli attaccanti: i torresi creano molto, forse anche più dei veneti (36 tiri a 31 per i Bulldogs n.d.r.) ma non colgono le occasioni create, vuoi per inappetenza, vuoi per la grande vena del goalie avversario Levasseur, vuoi per stanchezza... Gli ampezzani, per contro, infilzano 4 volte la porta torrese con cinismo scientifico: onore ai vincitori che passano il turno mentre la Valpe, esce di scena con orgoglio e con la fierezza di aver disputato una seconda parte di stagione di grande livello agonistico.

Davanti a 1.112 spettatori (?? Così recita il foglio arbitrale...) con una curva ospite ben più gremita di quella locale, ed un coro a sostegno dei piemontesi decisamente preponderante nello stadio, la Valpe parte guardinga controllando le sfuriate di De Bettin & Co.

Al 3' Valiquette è già chiamato all'intervento in 1 contro 0 su Dingle, che si dimostrerà poi mattatore di serata, ed un minuto dopo Fraser in powerplay scalda la pinza del goalie torrese.

La Valpe reagisce a metà periodo con Dickenson che slappa fuori di poco in azione con Nikiforuk, e Pozzi che al 14' tira addossa a Levasseur in uscita in 1 contro 0.

Se la frazione iniziale si chiude sullo 0-0, il secondo tempo è quello che varia gli equilibri in pista: avvio bruciante degli ampezzani che dopo appena 45" trovano il vantaggio con De Bettin, pescato da Johannson sulla blu centralmente, che di polso sorprende un Valiquette non perfettamente posizionato.

La Valpe non ci sta e reagisce subito: lunga pressione nel terzo offensivo, Nikiforuk da dietro porta appoggia su Dickenson che al volo batte Levasseur a mezza altezza: 1-1.

Il periodo prosegue con un botta e risposta continuo: Nikiforuk in 1 contro 0 non va oltre il gambale di Levasseur, Valy para su slap di Johansson, Sirianni servito da Coco coglie lo scudo del goalie ampezzano ed in un batter d'occhio siamo già al 35': Dingle intercetta un puck in neutra, grande volata verso Valy, e dalla destra insacca sul primo palo in back-hand.

La frazione decisiva tuttavia non troverà più nei Bulldogs la risorse necessarie a ribaltare il risultato: un Relegation Round fatto di 10 finali, ed un peso sulle gambe e la testa dei giocatori, sembra togliere lucidità alla Valpe, che pattina, costruisce, lotta, ma non trova altre reti.

Così, mentre Runer al 42' e Sirianni al 49' impegnano Levasseur sempre concentratissimo, è il Cortina a chiudere i conti al 50': Adami da dietro porta per Felicetti che insacca sotto la traversa il 3-1.

L'offensiva si fa più fiacca, la Valpe ci prova ma il Cortina sembra controllare con arguzia: Frigo tenta l'assolo, ma la conclusione è controllata facilmente, così come Dickenson che al 55' prova a riaprire i giochi in penalty killing con azione in velocità, ma ancora il portiere québécois alza di stecca.

Il cronometro vola, la curva sostiene i giocatori incessantemente, ma il colpo di grazia ad una serie ormai compromessa arriva ancora da Dingle al 56': fuga sulla sinistra e slap chirurgico nel secondo incrocio sopra la spalla di Valiquette: 4-1.

Finisce così una stagione controversa, molto altalenante che ha mostro momenti di grande gioco, a sconfitte inusitate.

La Valpe esce ai quarti di finale, dopo essere stata martoriata dagli infortuni, aver creduto in sé e nei propri mezzi apportando correttivi importanti al team, aver compiuto una rimonta straordinaria nel Relegation Round vincendo 9 partite su 10, e perdendo ai playoff in una serie molto più equilibrata di quanto il risultato non dica.

Non ci interessa entrare nel merito delle dichiarazioni post partita (pubbliche e non), ci rammarica vedere che il concetto di sportività, di signorilità, e di accordo collaborativo, continua ad essere ritenuto tale anche se non condiviso: ciò che viene stracciato in barba ad ogni accordo viene presto dimenticato, e si persevera nel reclamare presunte violazioni ad accordi mai sottoscritti.

Ma questa polemica, su cui non vorremmo più tornare, rimane una visione partigiana di una parte, che sostiene teorie secondo proprie logiche "a consumo" rivendicando la speranza di poter trovare accordi chiari per l'anno venturo: siamo naturalmente d'accordissimo, anzi, ne siamo i primi promotori, purché si ricordi che gli accordi, per essere tali, vanno condivisi e sottoscritti, sennò si chiamano imposizioni.

 

La Valpe 2011/2012 si congeda così dal palcoscenico del campionato di serie A1, augura al Cortina una buona serie di semifinale contro il Bolzano, e ringrazia il sempre caloroso pubblico, gli sponsor, i volontari e tutto il movimento che ruota intorno al nostro appassionante mondo per aver condiviso con noi, ancora una volta, tante emozioni dolci, amare e salate.

Ora e sempre, forza Valpe!

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