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Delibera per l’istituzione della “anagrafe pubblica degli eletti” e la diffusione della “comunicazione per la trasparenza”.

27/04/2012 12:55

Nella seduta del Consiglio Comunale di Pinerolo del 18 aprile 2012 è stata approvata la mozione presentata dai consiglieri Paolo Covato e Giorgio Canal (gruppo "Covato per Pinerolo e SEL") per istituzione della “anagrafe pubblica degli eletti e la diffusione della “comunicazione per la trasparenza”. Inizialmente prevista per il 27 marzo, la votazione sulla mozione era stata rinviata per permettere la rielaborazione di un testo che fosse il più ampiamente condivisibile.

Esaminando il testo approvato, una prima considerazione. Nel testo definitivo non vi è più traccia del “preambolo” alla mozione contenuto nel testo originario; preambolo col quale i consiglieri Covato e Canal inserivano l’atto della mozione stessa all’interno del momento storico che l’Italia attraversa. Un momento storico connotato da una drammatica crisi economica che,  se pure travaglia l’intero mondo occidentale, trova in Italia l’aggravante di un paese profondamente turbato e degradato dagli scandali che minano il mondo della politica -la famigerata “casta”- e dai tanti episodi di corruzione che investono una intera classe dirigente. 
Pare che il Consiglio Comunale di Pinerolo abbia voluto esorcizzare così, non menzionandoli negli atti ufficiali, il riferimento agli avvenimenti scandalosi e al clima di distacco e sospetto che i cittadini manifestano, a volte senza i dovuti "distinguo", verso coloro che sono chiamati a governare le istituzioni. Eppure, il riferimento alla crisi economica; agli scandali di cui si rendono protagonisti esponenti del mondo politico-istituzionale; la corruzione che in Italia pare divenuta “sistema”; la mancanza di valori etici di riferimento; saranno proprio questi i temi su cui si incentreranno gli interventi dei consiglieri, primo fra tutti l’intervento del sindaco Eugenio Buttiero.
 
Il contenuto della mozione approvata
Venendo al contenuto della mozione, rileviamo come questo è stato conservato in forma pressoché identica a quella  iniziale, tranne che per il punto che riguarda le dichiarazioni del coniuge non separato e dei figli maggiorenni dell’eletto. Nella versione originaria, così si scriveva al punto 5
5) Gli adempimenti indicati ai punti 2) e 3) concernono anche la situazione patrimoniale e la dichiarazione dei redditi del coniuge non separato e dei figli conviventi. Qualora essi non vi consentano, del diniego deve essere fatta specifica menzione
Nella stesura definitiva, concordata fra i capi-gruppo del Consiglio, il punto indicato ha assunto la seguente forma:
5) Con il consenso del Coniuge non separato o del convivente e dei figli maggiorenni conviventi potranno essere dichiarati anche la situazione patrimoniale e la dichiarazione dei Redditi degli stessi.

 

Considerazioni
In riferimento al citato punto 5 del testo approvato, pare -a nostro parere- che sia sostanzialmente venuto meno l’obbligo contenuto nella stesura iniziale della mozione, salvo diniego motivato, di dichiarazione da parte del coniuge non separato e dei figli maggiorenni dell’eletto . Può risultare questo un elemento non del tutto coerente con gli scopi della mozione, soprattutto alla luce dai numerosi episodi nei quali uomini politici , faccendieri e imprenditori, hanno cercato di dissimulare situazioni “opache”, se non veri e propri reati, attraverso l’intestazione fittizia di beni e attività fatta a favore del coniuge o di figli. La casistica generale in questo campo è purtroppo varia e “trasversale”, come si usa dire, avendo riguardato uomini politici e soggetti appartenenti a tutti gli schieramenti politici. 
Come è stato ribadito da parte di tutti i consiglieri e dal sindaco Buttiero, l’approvazione della mozione sulla “trasparenza degli eletti” non può che essere un primo passo verso la riconquista di una politica “onesta”; una politica che sia davvero al servizio dei cittadini e delle comunità; una politica che sappia - essa per prima- operare una cernita e porre una discriminante etica, morale, verso coloro che sono chiamati a rappresentare “la politica”, anche a livello locale. Tuttavia, la delibera approvata può costituire solo il primo tassello anche nel tentativo di liberare la politica e l'amministrazione locale dal pericolo di un uso distorto e "personalistico" nella gestione delle materie su cui ha competenza: incarichi, consulenze, favoritismi "agli amici...", come ha sottolineato un consigliere nel suo intervento.
Il sindaco Buttiero, riferendosi ai tanti scandali di questa Italia, ha ricordato con tono commosso e accalorato la figura e l'esempio dell’avv. Ettore Serafino scomparso nello scorso mese di gennaio, eroico comandante della Brigata partigiana "Monte Albergian" : “(…) l’avvocato Serafino non ci ha insegnato questo!”.
Auspichiamo pertanto che, aldilà della modifica introdotta e di cui chiederemo spiegazioni nelle prossime interviste che vorremmo rivolgere agli esponenti della politica pinerolese, la mozione approvata inneschi un dibattito foriero di scelte e azioni coerenti e coraggiose da parte dell’amministrazione comunale pinerolese.  
Il riferimento del sindaco Buttiero “alle associazioni presenti sul territorio e che aiutano nell’azione di monitoraggio e informazione sui temi dell’infiltrazione mafiosa…”; così come il riferimento del consigliere Barbero “(…)all’incontro che la commissione dei capi-gruppo del Consiglio Comunale ha avuto con i  rappresentanti di Libera ( il presidio “Rita Atria”. n.d.r.)” ci stimolano ad una presenza, una attenzione e una azione ancora maggiore, proprio alla luce della considerazione che quelle parole mostrano verso l’operato del presidio Libera “Rita Atria” di Pinerolo.
Arturo Francesco Incurato
Presidio Libera “Rita Atria” Pinerolo

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