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“I GIARDINI DI SETA” A ROMANO CANAVESE

21/06/2012 19:59

Fino al 3 Agosto si svolgerà nel Comune di Romano Canavese (TO), presso il
parco di Palazzo Bellono, in via Fiume n. 12, il “I° Festival dei Giardini” dedicato
quest’anno ai “Giardini di seta”. Il tema del Festival è correlato alla mostra presentata
dal Museo di Scienze Naturali di Torino “L’albero della seta – Il gelso nel Canavese
tra arte e tradizione” che resterà visitabile anch’essa fino al 3 agosto presso la sede
della Fondazione Arte Nova, in via Fiume n. 15, dal martedì al sabato dalle 15 alle
19 (prenotazioni al numero 0125- 711298). Progettati e realizzati da professionisti,
architetti paesaggisti, che hanno risposto al bando pubblicato alcuni mesi fa, i giardini
effimeri realizzati sono: “Dettagli di trama”, “Il paesaggio è negli occhi di chi lo
guarda” e “Tesuma ‘nsema – Intrecci sulla via” e “I giardini di seta”.
“Dettagli di trama” è stato realizzato da Veronica Buratto, Federico Ratta e Nicolò
Scacchi. Davanti al computer, alla ricerca di un’idea per poter partecipare al bando,
gli artefici del giardino si sono interrogati su ciò che volevamo trasmettere al
visitatore. Cosa accade nel bozzo? Qual è la magia del baco da seta che, paziente,
tesse il suo filo sottile, lo intreccia e vi si avvolge infine per diventare farfalla? Da
queste considerazioni è nata l’idea di creare una sorta di simulazione del bozzolo
in cui il visitatore può entrare e cercare di immedesimarsi nel baco da seta, protetto
da una fitta rete di maglie che lo separano dal mondo esterno. La raffinata trama e
l’ordito del tessuto, sono rappresentate da corolle leggere delle piante….una sorta di
sottile, leggero ed impalpabile paravento di seta avvolge tutto il giardino.

“Il paesaggio è negli occhi di chi lo guarda”, opera di Annita Gallo e Annalisa
Borgognoni, si basa sul concetto che la percezione del paesaggio sta negli occhi di
chi lo osserva e, molto spesso, rimane solo nella memoria di chi lo ha vissuto, come
nel caso della campagna canavesana che in passato era dominata da maestosi alberi
di gelso, di cui oggi rimangono solo poche tracce. Questo è il tema che ha ispirato il
progetto: la memoria e la sua trasmissione come chiave di lettura del paesaggio, che
sopravvive nella memoria di chi lo ha vissuto e può essere tramandato alle nuove
generazioni anche grazie al racconto.
Sul lotto è stata disegnata una griglia, la cui suggestione è stata suggerita dai telai
su cui venivano allevati i bachi da seta. I tre esemplari di gelso disposti a filare
rappresentano il tema principale del giardino insieme ai portali rossi, cui sono
appesi teli in stoffa che riportano le testimonianze di alcune persone di Romano
Canavese sulla gelsi-bachicoltura. I teli accompagnano il visitatore all’interno di
un percorso conoscitivo che trasmette alcune memorie della tradizione contadina
locale e di conseguenza il significato della presenza del gelso nel paesaggio locale.
La fascia di perenni dal colore blu vuole evocare le rogge, mentre le adiacenti
campiture che accolgono erbacee perenni, rimandano ai prati fioriti di campagna. Si

aggiungono alcune erbe aromatiche che si trovano lungo i campi. Si è proposta una
reinterpretazione del paesaggio agrario e del suo “linguaggio”.

“Tesüma ‘nsema – Tessiamo insieme: intrecci sulla via”, creato da un vero e
proprio team di professionisti formato da Paolo Croce, Chiara Curina, Luca Giuseppe
Golzio, Andrea Pinneri, Elisa Sarasso e Giacomo Toppi, riproduce la planimetria
stradale dell’abitato del comune di Romano Canavese stilizzandone gli angoli e le
architetture storiche più importanti. Un magico filo di seta si dipana dall’ingresso
e, attraverso un intreccio di stoffe e bambù, accompagna il visitatore fino ad una
installazione colorata, un vero e proprio “telaio interattivo”, in cui ogni persona può
contribuire a costruire un intreccio colorato inserendo i tasselli di stoffa deposti a
fianco, creando così e ricreando il giardino. La morbidezza e la sofficità della seta
sono ben rappresentate dalle graminacee. La torre del comune di Romano Canavese,
è rappresentata da un esemplare di gelso.

“I giardini di seta” è stato realizzato dalle sorelle Elena e Marta Robbiani.
Si tratta di un giardino caratterizzato da specie e strutture legate al lavoro e
all’ingegno dell’uomo. Lavoro duro e faticoso legato alla terra, che dalla terra
ricava sostanze utili per il proprio sostentamento, ma anche per soddisfare il
bisogno di bellezza che da sempre accompagna la vita di uomini e donne. Da qui
l’utilizzo di essenze “utili” legate all’arte della tintura naturale, attività che ha
sempre accompagnato la produzione della seta. La forma del giardino, suddivo
in aree quadrangolari, si ispira infatti all’Hortus conclusus del Cantico dei
cantici, il gradino medioevale, composto da specie produttive come piante da
frutto, il gelso, il melograno e i sambuchi, erbe officinali, tintorie, aromatiche
e medicamentose. La tintura naturale è stata per millenni l’unico modo per
donare alla seta (ma anche lana, canapa, lino e cotone) i colori e le sfumature
che l’uomo poteva ammirare nella natura, impreziosendo i tessuti destinati
all’abbigliamento e all’arredamento. È interessante rivalutare oggi questa
tecnica antica in un’ottica ecosostenibile data la sua completa atossicità. Sono le
cose più semplici e comuni che ci circondano a creare la nostra storia.

Per tutto il periodo del Festival, le quattro realizzazioni potranno essere votate dai
fruitori che andranno a visitare i giardini; alla fine del Festival, ai progettisti che
avranno ottenuto il maggior punteggio di preferenza del pubblico, il Relais Villa
Matilde offrirà un soggiorno. Si ringraziano per la preziosa fornitura di materiale
vegetale tutti i vivai piemontesi che hanno collaborato e, in particolare: Crespo Aldo
Vivai, Fratelli Gramaglia Conservatori di Erbe, Gianluca Bonomo, Hortilus Vivai,
Sartorelli Vivai di Valpasano, Vivaio Chicco Alberto, Vivaio Forestale Gambarello,
Vivaio Millefoglie, Vivai Reviplant, Vivai Ronco ed infine Vivaio Viola Daniele..
Palazzo Bellono aprirà al pubblico fino al 3 Agosto tutti i Venerdì fino al 3 agosto
dalle 15 alle 19, i Sabati e le Domeniche dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19. L’evento
è stato organizzato dal Comune di Romano Canavese, in collaborazione con il
Dipartimento di Agronomia Selvicoltura e Gestione del Territorio, la Fondazione

Arte Nova ed il Garden Club Floritalia di Torino.

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