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“In Italia atei fermi al 7,4%. Il 70,8% è lontano dalla Chiesa”. Lo dice Introvigne

07/09/2012 12:51

Una nuova ricerca del sociologo Introvigne.

Gli atei in Italia sono fermi da vent’anni intorno al 7% della popolazione, ma cresce il numero di coloro che – senza dirsi, per la maggioranza, atei – non sono in contatto con nessuna forma organizzata di religione, una condizione che ormai caratterizza circa il 70% degli italiani. Sono i risultati di una ricerca sull’ateismo e l’irreligiosità del CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni) dal titolo Gentili senza cortile, diretta dal sociologo torinese Massimo Introvigne e dal vice-direttore dello stesso CESNUR PierLuigi Zoccatelli, e presentata il 16 giugno a Gela (Istituto Salesiano di Piazza dell’Alemanna 2, ore 15.30) dagli autori e da monsignor Michele Pennisi, vescovo di Piazza Armerina. La ricerca è stata condotta nella Sicilia Centrale, in un’area che già tre precedenti ricerche sociologiche hanno identificato come rappresentativa dell’Italia in generale. «Abbiamo distinto – spiega Introvigne – due categorie di atei. Gli “atei forti”, in grado di motivare il loro ateismo con ragioni ideologiche, sono il 2,4% e sono più presenti tra le persone più anziane e meno istruite, dove sorprendentemente è ancora forte anche un ricordo dell’ateismo comunista. Gli “atei deboli”, meno ideologici ma che considerano Dio e la religione irrilevanti in un mondo dove contano solo il lavoro, il denaro e le relazioni affettive, sono il 5% e sono più numerosi fra i più giovani e fra le persone più colte». Gli atei non sono pochi – proiettati sul numero totale degli italiani adulti si tratta di tre milioni di persone – ma la ricerca nota che il loro numero tende a rimanere stabile, senza crescere, dagli anni 1990 a oggi. «Ben diverso però – spiegano Introvigne e Zoccatelli – è il discorso sui “lontani dalla religione”, una cifra che, comprendendo anche gli atei, arriva nella ricerca al 70,8% della popolazione. Si tratta di persone che nella grande maggioranza non si dicono atee ma hanno perso ogni contatto con la religione: vanno in chiesa solo per i matrimoni e i funerali, e se pure si dicono religiose o “spirituali” mettono insieme credenze disparate. Si tratta ormai di una solida maggioranza degli italiani». La ricerca indaga anche sulle cause che tengono così tanti italiani lontani dalla religione istituzionale e in particolare dalla Chiesa Cattolica. Anche qui le ragioni ideologiche – tra cui l’idea che la scienza renda obsoleta la religione – sono nettamente minoritarie. Ai primi posti ci sono la sensazione che la religione abbia poco da dire sui problemi concreti della vita contemporanea, il rifiuto degli insegnamenti morali delle Chiese, e – per quanto riguarda una crescente ostilità al cattolicesimo – gli scandali dei preti pedofili e le polemiche sulle ricchezze e i privilegi fiscali della Chiesa.

 

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