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Protesta davanti alla caserma del "Nizza Cavalleria". Distaso: "Il reggimento non deve lasciare Pinerolo!"

07/10/2012 14:58

Davvero il Nizza Cavalleria, storico reggimento simbolo di Pinerolo, verrà trasferito? A quanto pare, sì; manca solo più la firma per rendere operativa la decisione dello Stato Maggiore. Un gruppo di Pinerolesi vuole però che tale firma non venga mai applicata e si è riunito questa mattina davanti alla caserma del reggimento per protestare, per far sì che un pezzo di storia importante della nostra città non finisca a Novara.

Pinerolo è la cavalleria e la cavalleria è Pinerolo” ha detto Angelo Distaso, ex generale e comandante del I Reggimento “Nizza Cavalleria”. “Non si può pensare di togliere una realtà come la cavalleria dalla nostra città, è inaccettabile. Oltre alla perdita storica e culturale, si pensi anche al lato economico: oltre quattrocento famiglie vivono e spendono qui, legate alla città dalla presenza dei militari del Nizza; lo spostamento del reggimento causerà un grave danno economico.”

Quali sono i motivi addotti alla partenza del reggimento?

Non si sa ancora niente, sappiamo però che manca soltanto più la firma per rendere operativa la decisione. Per questo dobbiamo assolutamente farci sentire e Roma. Purtroppo però, questa mattina sono rimasto deluso: mi aspettavo tutta la città a protestare contro questo scempio, invece vedo solo poche decine di persone.”

E, in effetti, i cittadini recatisi davanti alla caserma questa mattina erano pochi, quasi tutti ex militari o famigliari dei soldati.

Abbiamo informato tutti gli organi di stampa locali,” ha continuato Distaso “ho addirittura mandato dei ragazzi a distribuire volantini, ma è servito a poco.”

Possibile che ai cittadini di Pinerolo importi così poco della cavalleria, gloria e fregio della città in tutto il mondo, mentre invece dimostrano tanto entusiasmo per altre parti della nostra storia, ad esempio per le vicende legate alla “Maschera di Ferro”?

Lo Stato Maggiore in realtà ha motivato la decisione, come ha ricordato il Sindaco Buttiero nel suo intervento. A quanto pare, gli impianti di Novara sarebbero più idonei all'addestramento dei soldati, con un'area per le esercitazioni più grande e più comoda da raggiungere rispetto a quella di Baudenasca. Inoltre, lo spostamento del reggimento rientrerebbe nei piani di riduzione dell'organico militare pianificati dal Ministero della Difesa. Questi motivi però, per Distaso e per tutti quelli che con lui combattono questa battaglia, non sono sufficienti per depredare una città della sua storia e della sua gloria.

 

Simone Sindoni

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