Facebook Twitter Youtube Feed RSS

Esclusivo: le vere ragioni del trasferimento del "Nizza Cavalleria".

13/07/2013 11:03

Il “Nizza Cavalleria” trasferito a Bellinzago Novarese a causa della spending review? Balle! Ci hanno raccontato un sacco di storie. Il “Nizza” è stato chiuso, annullato, cancellato da Pinerolo per realtà geo-politiche-militari più complesse. C’è voluta tutta la volontà delle alte sfere militari, dell’alpino Generale di Corpo d’Armata, Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, per dare vita a una strategia per portare via il “Nizza” da Pinerolo, alla faccia della storia, delle tradizioni, dell’onore. E sull’onore stendiamo un velo pietoso poichè l’addio al “Nizza Cavalleria”, del 26 giugno 2013, è stato fatto in sordina, in silenzio. C’era la volontà politica , da parte delle alte gerarchie militari, di mantenere un basso profilo. Perchè? E’ forse un disonore circondare d’affetto i dragoni con un saluto più consono e dovuto da parte della città di Pinerolo al Nizza? Perchè non è stata fatta la cerimonia in piazza Vittorio Veneto come si conveniva e come era doveroso fare in onore del “1° Reggimento Nizza Cavalleria”? Cosa c’era da nascondere? Ve lo spieghiamo noi. Come noto, dal 1di luglio 2013, i dragoni del “Nizza”, hanno lasciato la città (tranne uno sparuto gruppo che si dedica Centro Ippico) e quasi tutti pensavano che i militari si sarebbero ritrovati nella mega caserma di Bellinzago, così come ci era stato raccontato. In realtà così non è stato poichè, degli oltre 400 militari presenti al Nizza, 40 sono stati trasferiti nella caserma degli alpini “Berardi” di Pinerolo di cui, tra questi, molti sottufficiali sono prossimi alla pensione. Altri sono stati trasferiti a Torino alla Scuola Militare di Applicazione e in varie caserme e altri ancora sparsi un po’ ovunque nel nord est dell’Italia e il restate trasferiti in varie parti d’Italia. E allora? Di cosa parliamo? A Bellinzago chi c’è? Dove sono i dragoni? Il trasferimento del Nizza a Bellinzago è stata solo un’operazione di facciata per portare via da Pinerolo, al più presto, il 1° reggimento “Nizza Cavalleria”. Di fatto, a Bellinzago, è stato trasferito “solo” il glorioso stendardo del 1° Reggimento “Nizza Cavalleria”. Provo a immaginare qual è stata grande l’emozione avuta in quella caserma da parte di militari che sono legati alle proprie tradizioni e non a quelle del “Nizza”... Pensate un po’ che fine può fare lo stendardo

del “Nizza” a Bellinzago dove i militari “locali” già hanno le proprie tradizioni da “difendere”. Quindi? Perchè non ci sono i dragoni a Bellinzago? La risposta è questa: la caserma di Bellinzago, strutturalmente, ha grandissimi problemi e il “Nizza” poteva stare ancora per molto tempo ancora a Pinerolo. La prova? Nei primi giorni di giugno, un dispaccio militare, affermava che i soldati del “Nizza” non potevano essere trasferiti a Bellinzago. A Bellinzago, la Caserma Valentino Babini, è molto grande ma decadende. Le palazzine sono datate, alcune non utilizzabili come si dovrebbe. Non a caso una perizia tecnica fatta ai fabbricati della caserma ha evidenziato che nelle palazzine Cracco e Chiamenti ci sarebbero da rifare tutti i servizi igienici, mentre per le palazzine Passalacqua e Picchio si renderebbero necessari importanti lavori di manutenzione tra le quali le coperture ecc. e una verifica antisismica. L’esigenza totale della caserma, tra le attuali presenze dei militari, e quelle previste con i trasferimenti del Nizza (sic...) e dell’accorpamento del 1° RETRA (reggimento trasporti) e del 6° REMA RESAN in reggimento logistico con capacità RSOM, sono notevoli. Dalla ristrutturazione della Caserma “Babini” si arriverà ad una capacità alloggiativa di 734 poosti letto. Per permettere la ristrutturazione delle palazzine, (dove dovrebbero alloggiare i militari), per la messa in sicurezza, per le eventuali demolizioni e/o ristrutturazioni, per soddisfare le esigenze logistiche-infrastrutturali, occorrerebbero circa 40 milioni di euro. Ho detto 40 milioni di euro! Questa gravosa esigenza economica è stata resa

nota il 21 giugno scorso nel corso di una video conferenza avvenuta tra alcuni vertici dell’Esercito Italiano con “Comfoter”, ufficiali del “Nizza Cavalleria”, “Torino Comando Brigata” e “1° Reparto Comando Infrastrutture”. Video conferenza alla quale hanno preso mparte decine di ufficiali. Lo stesso col. Perdichizzi, comandante del 4° reggimento carri di Bellinzago, pare, avesse fatto presente che c’erano problemi logistici alloggiativi nella sua caserma. Eppure era già partito l’iter burocratico/amministrativo per mandare 200 dragoni a Bellinzago ma pochi giorni prima del trasferimento ecco arrivare un dispaccio che ha bloccato tutto. Complimenti, se questi sono

i nostri alti comandi che prima fanno e poi smontano tutto, pensa che figura facciamo in caso di reali necessità. Come si dice la mano destra non sa cosa fa la sinistra... Dunque ben 40 milioni di euro da spendre a Bellinzago. Ecco perchè non ci sono i dragoni a Bellinzago e allora, se si sapeva che il Nizza non poteva essere trasferito a Bellinzago perchè hanno creato tutta questa messa in scena dicendo che il “Nizza” non moriva ma si “spostava” nella caserma Babini? Ma i 40 milioni di euro per sistemare la “Babini” per consentire anche l’arrivo (forse) dei dragoni del Nizza da dove li prendono? Ma l’operazione “Nizza” non era nata nell’ambito di un più generale risparmio economico? E dove li prendono tutti questi euro i nostri militari? Da quali fondi attingono? Ma il Ministro della Difesa Mauro, il Ministro all'Economia Saccomanni sono a conoscenza di tutto

questo? E la spending review per il “Nizza” è tutta una balla? Considerato che a Bellinzago i dragoni non ci potevano andare che senso ha avuto fare a giugno le esercitazioni a fuoco del Nizza a Candelo Massazza (Biella) per l’amalgama di equipaggio? A cosa è servito creare“amalgama” tra i dragoni se poi sono stati smembrati? In quelle esercitazioni sono stati spesi fior di euro utilizzando anche proiettili TP-T (che sono cari) e i costi relativi all’aspetto logistico straordinario e altro. E ci parlano di spending review? Tutto questo era palese a tutti anche al Comando Brigata cheera a conoscenza che dal 17 al 20 giugno ci sarebbero state le esercitazioni. Molti militari, ufficiali, sapevano che era una esercitazione inutile. Allora sta balla della spending review? Ci vien da pensare, che il trasferimento del Nizza (ripetiamo mai avvenuto) non era legato al risparmio economico! Per capirne di più proviamo a fare un po’ di fanta-politica-militare. Al vertice dello SME (Stato Maggiore dell’Esercito) c’è, come detto, il generale Claudio Graziano, Alpino, che conosce molto, molto bene Pinerolo. Il gen. Graziano nel 1976, è stato comandante di plotone fucilieri al battaglione alpini “Susa” in Pinerolo. Nel 1992, è stato riassegnato al battaglione alpini “Susa” in qualità di Comandante. E ancora, dopo varie importanti missioni all’estero, è stato, per alcuni mesi, Comandante della Brigata alpina “Taurinense” fino al 2 marzo 2006. Il 1° gennaio 2010 è stato promosso al grado di Generale di Corpo d’Armata e, dal 10 febbraio dello stesso anno, nominato Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa. Il 6 dicembre 2011 è stato nominato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. Una carriera fulminante che ha creato anche dei malumori nell’ambito militare tra altri generali che si sono “sentiti scavalcati...”. Insomma un fior fiore di generale e noi pinerolesi ci possiamo

vantare di averlo avuto in servizio anche a Pinerolo. Peccato che, forse, la sua forza di alpino

“operativo” mal digeriva la “nobiltà” del “Nizza”, che negli ultimi anni, a onor del vero, era diventato anche luogo di feste e divertimenti che con il militare nulla avevano a che vedere. Il nostro generale ha ridisegnato il posizionamento delle varie realtà militari in Italia. E su Pinerolo, forse, voleva dare maggiore spazio agli Alpini del “suo” “Susa”, corpo d’elite dell’Esercito Italiano. In realtà, a quanto pare, al momento, gli Alpini, nella caserma Litta Modigliani non arriveranno. Sarà l’ex sede dell’Accademia Veterinaria Villi Pasquali ad accogliere alcuni alpini. Oggi, gli alpini nella caserma Litta Modignani ci sono ma fanno servizio di

guardia. Insomma il “trasferimento del “Nizza Cavalleria” non ci convince e ancor di meno il

fatto che tutto ciò è stata realizzato per la spending review . Il trasferimento è stato accelerato per evitare che pressioni politiche potevano salvare il Nizza a Pinerolo com’era già avvenuto nel passato? E’ stata forzata la mano? A Roma il ministro della difesa è stato “incantato” dalla storia del risparmio economico trasferendo il “Nizza”? Sta di fatto che, come detto, il risparmio non c’è. Adesso, però, rimane aperto un dilemma. Che ci fa lo stendardo del “Nizza” a Bellinzago senza i dragoni? Si riempirà di polvere? E tutti i cimeli,gli oggetti storici secolari, gli arredi, i molti oggetti d’argento e di valore che erano presenti nel circolo mufficiali e nella caserma Modignani

a Pinerolo che fine faranno nella caserma “Babini”? Chi mai potrà apprezzarli come si conviene?

Con tutto il rispetto credo che la soluzione migliore sia quella di portare il tutto, stendardo compreso, al Museo Nazionale di Cavalleria a Pinerolo, con la speranza che anche questo non venga trasferito. Chissà che fine farà il campo lo storico campo ostacoli di Tancredi

Savoiroux dove il capitano Federigo Caprilli aveva inventato il metodo naturale di equitazione?

Il campo dove il 26 giugno, per amara concidenza, è stata data la parola fine al “Nizza”. Intanto, abbiamo capito, che Pinerolo si può depredare di tutto senza colpo ferire...! Pinerolo non ha difese e i nostri politici locali e i nostri rappresentanti a Roma contano quanto un proiettile senza ogiva, caricato a salve in una pistola di latta. Il sindaco di Pinerolo Eugenio Buttiero, poverino, anche lui ha creduto alla bufala della spending review e ha affermato che il “Nizza” comunque resterà a Pinerolo. Non ci crede nessuno. Piuttosto il sindaco si dia da fare per portare nella caserma “Modignani” il comando compagnia Carabinieri di Pinerolo e, senza indugio. Comunque sia chiaro a tutti che la storia del “Nizza Cavalleria” muore definitivamente a Pinerolo il 30 giugno 2013. Il resto sono solo chiacchiere. Addio a malincuore. (Nel prossimo numero pubblicheremo altre notizie esclusive...). Nella foto il Generale di Corpo d’Armata, Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e la cerimonia di "saluto" (addio) del "Nizza" a Pinerolo.

Dario Mongiello

direttore@vocepinerolese.it

Commenti