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Cosa è importante per essere felici:gli amici e la famiglia al primo posto.Crescere a Pinerolo

08/04/2016 18:37

Cosa è importante per essere felici: gli amici e la famiglia al primo posto

Risultati del progetto "Crescere a Pinerolo"

 

 

Passano il loro tempo libero con gli amici, amano fare sport e trascorrono molto tempo "connessi". La scuola piace abbastanza e hanno un buon rapporto con i genitori. Sono i ragazzi di Pinerolo, secondo quanto emerge dal progetto “Crescere a Pinerolo”, i cui risultati sono stati presentati oggi, venerdì 8 aprile, nel corso dell’incontro "Esperienze di vita, difficoltà e potenzialità dei giovani", ospitato al Castello di Miradolo (a San Secondo di Pinerolo, TO).

L'indagine è stata realizzata dalla Fondazione Emanuela Zancan, grazie al contributo della Fondazione Cosso, in collaborazione con il Comune di Pinerolo, le scuole secondarie di primo grado "Filippo Brignone" e "Lidia Poet", il Liceo Scientifico "Marie Curie", il Liceo Classico "G. F. Porporato", l'Istituto Tecnico “Alberti-Porro” e l'Istituto “M. Buniva". Dopo i risultati positivi raggiunti nel 2015 con la rilevazione nelle scuole secondarie di primo grado, il progetto “Crescere a Pinerolo” amplia i suoi orizzonti. Il 2016 è dedicato ai ragazzi che frequentano le classi prime, terze e quinte delle scuole secondarie di secondo grado. Hanno partecipato 30 classi e 590 ragazzi. Il campione offre così un’immagine rappresentativa dei ragazzi che vivono e studiano a Pinerolo dai 15 ai 19 anni, nel vivo del loro percorso di crescita.

 

Il tempo libero

Tra i 15 e i 19 anni ciò che piace di più ai ragazzi è stare con gli amici (indicato nel 60% dei casi). La seconda attività preferita è fare sport e attività all’aperto (47%), al terzo posto guardare la tv e il cinema (30%).

Più di due ragazzi su tre fanno sport nel loro tempo libero (69%): giocano a calcio, pallavolo, ba-sket, tennis, vanno in palestra, nuotano, fanno arti marziali, atletica, equitazione ecc. Tra chi prati-ca sport, il 56% lo fa a livello agonistico e si allena tutte le settimane. Fare sport è un’attività diffu-sa soprattutto tra i maschi: quasi 8 su 10 praticano sport, mentre per le femmine la proporzione scende a 6 su 10. Le attività scelte sono diversificate: i ragazzi preferiscono calcio (35%), basket e ciclismo. Le femmine preferiscono pallavolo e danza. Andare in palestra è un’attività comune per entrambi (10-11%).

 

Internet e social network

Quasi tutti i ragazzi hanno una televisione in casa che possono utilizzare (98%), un computer (97%) e uno smartphone per il proprio uso personale (97%). Quasi tutti si collegano a internet tutti i giorni (92%). Rimangono connessi in media 3 ore e mezza al giorno. Per navigare in rete usano quasi sempre lo smartphone (96%), a volte si connettono con il computer di casa o con il tablet. Nella maggior parte dei casi sono da soli, più raramente si connettono in compagnia degli amici, dei fratelli o dei genitori.

Quasi tutti usano social network per comunicare con familiari, amici o persone che non conosco-no. Il più diffuso è Whatsapp, usato dal 97% dei ragazzi. Seguono Facebook (82%), Instagram (68%), Skype (38%), Google+ (26%), Twitter (25%).

 

La scuola

Alla maggior parte dei ragazzi la scuola piace “abbastanza”, al 17% piace “molto”. Per la maggior parte la scuola è fonte di stress: il 23% si sente molto stressato, il 49% “abbastanza”. Mediamente le ragazze hanno un giudizio più favorevole sulla scuola rispetto ai loro coetanei. La scuola piace molto/abbastanza al 75% delle femmine e al 61% dei maschi. Allo stesso tempo, le ragazze perce-piscono maggiormente il peso per il lavoro che fanno a scuola: sono molto/abbastanza stressate il 77% delle femmine e il 67% dei maschi.

Il giudizio cambia con l’età: i ragazzi più giovani esprimono mediamente pareri più favorevoli. Nelle classi prime la scuola piace molto al 27% dei ragazzi, nelle terze al 14%, nelle quinte si riduce ulteriormente (7%). Lo stress aumenta al crescere dell’età. Nelle classi prime a definirsi molto stressato è il 16% dei ragazzi, nelle quinte la quota sale al 34%.

 

Il bullismo

Il 65% dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni dichiara di aver subìto almeno un atto di bullismo negli ultimi 6 mesi. Le forme più frequenti di bullismo sono di tipo verbale: insulti, offese, prese in giro, bugie e falsità. Il 43% dei ragazzi dichiara di “aver subito bugie, falsità o essere disprezzato” almeno una volta negli ultimi sei mesi e il 3% “tutti i giorni o quasi”. Uno su tre (34%) riferisce di essere stato “escluso o ignorato dal gruppo” almeno una volta in sei mesi. Soltanto una minoranza riferisce di aver subìto violenza fisica e di essere stato “colpito, calciato, spinto o rinchiuso” (6%).

Se da un lato, il 65% dei ragazzi dice di aver subito atti di bullismo almeno una volta negli ultimi 6 mesi, il 60% ammette di averne compiuti. Si tratta soprattutto di offese verbali (insulti, offese, bu-gie e falsità) o relazionali (escludere o ignorare qualcuno dal gruppo).

C’è una relazione tra chi subisce atti di bullismo e chi a sua volta li agisce nei confronti di altri. Tra chi ha subìto almeno una forma di bullismo negli ultimi 6 mesi, il 72% dice di aver fatto almeno una prepotenza a danno di altri.

 

Vita in famiglia

La maggior parte dei ragazzi vive con entrambi i genitori, in famiglie unite (80%). Uno su cinque invece ha i genitori separati e vive in famiglie monogenitoriali o ricostituite. Nella maggior parte dei casi, i ragazzi si sentono supportati e protetti dalla loro famiglia. Sanno che la famiglia cerca di aiutarli (il 72% è d’accordo/molto d’accordo), possono contare sulla famiglia quando devono prendere decisioni (80%), ricevono il sostegno morale e l’aiuto di cui hanno bisogno (66%). L’aspetto più critico è quello del dialogo: il 57% sa di poter parlare dei propri problemi in famiglia, il 26% è incerto (“a volte sì a volte no”) e il 17% invece non è d’accordo.

Il legame con la madre è più forte: per 2 ragazzi su 3 (68%) è “facile/molto facile” parlare con la madre di cose che preoccupano veramente. Con il padre, nel 44% dei cadi è “difficile/molto difficile” parlare di cose importanti.

 

 

 

 

 

Autostima

In generale, i ragazzi hanno un buon livello di autostima e fiducia nelle proprie capacità. Più di 8 su 10 pensano di essere in grado di fare le cose bene e di valere almeno quanto gli altri. 7 su 10 hanno un atteggiamento positivo verso se stessi e complessivamente sono soddisfatti di quello che sono.  Mediamente i maschi a questa età hanno più fiducia in se stessi rispetto alle femmine. Ad esempio, il 75% dei maschi ha un atteggiamento positivo verso di sé, mentre per le femmine è vero nel 57% dei casi. Sono complessivamente soddisfatti il 77% dei ragazzi e il 65% delle ragazze.

Il livello di autostima è correlato in modo positivo con il supporto che i ragazzi ricevono dalla famiglia. Quando c’è un dialogo agevole con il padre e la madre, i ragazzi si sentono maggiormente supportati dalla famiglia e hanno maggiore fiducia in se stessi.

 

Benessere

E' stato chiesto ai ragazzi come stanno e se sono felici. Metà di loro ha espresso giudizi pienamen-te positivi, il 45% si colloca in una fascia intermedia, mentre il 5% si dichiara infelice. La salute è l’area in cui i ragazzi esprimono più soddisfazione: il 57% è molto contento. Seguono i rapporti con la famiglia (il 47% è molto contento), il modo di passare il tempo libero (47%), le relazioni con i ragazzi della loro età (42%), il paese in cui vivono (39%). Viceversa, gli aspetti più critici sono: l’amore (il 31% non è per niente contento), l’aspetto fisico (11%), il rapporto con gli insegnanti (soltanto il 16% è molto soddisfatto).

Alla domanda “Qual è la cosa più importante per essere felice?” i ragazzi rispondono con le loro parole e indicano al primo posto gli amici e la famiglia. È importante anche “sentirsi bene con se stessi”, l’amore, la salute, la stabilità, la libertà, il denaro, riuscire a raggiungere i propri obiettivi, aiutare gli altri.

 

" Capire i ragazzi, ascoltarli, dialogare con loro, valorizzare le loro proposte - commenta il direttore della Fondazione Zancan, Tiziano Vecchiato -. Non abbiamo altro modo per fare spazio alle nuove generazioni. L'ascolto è fare un passo indietro, dare valore, accogliere per poi incontrarsi più ricchi e capaci di affrontare i problemi con idee nuove, capacità creative, responsabilità condivise".

 “Siamo liete della buona accoglienza che l'indagine ha avuto da parte dei ragazzi, delle famiglie, delle istituzioni- dice Maria Luisa Cosso, Presidente della Fondazione Cosso. È nostra intenzione continuare su questa via per aiutare i ragazzi nella “scoperta” del loro intimo, in un momento in cui l'ambiente esterno e l'organizzazione del “quotidiano” portano spesso a non identificare i veri valori della vita”.

Foto repertorio: alcuni studenti di una scuola superiore di Pinerolo

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