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Cavallerizza “Caprilli” e la disinformazione. Quando la pezza è peggio del buco. Ecco i conti

26/07/2016 21:08

 

 

 

Il piacere di non essere allineati con il potente di turno

Dario Mongiello

direttore@vocepinerolese.it

Come spesso accade, su Voce Pinerolese, e sul sito del quotidiano on line www.vocepinerolese.it  , pubblichiamo articoli in esclusiva che alimentano il dibattito. L’ultimo riguarda la vicenda della “Cavallerizza Caprilli” di Pinerolo che, “gentilmente”, il ministro della difesa Pinotti vuole “donare” alla città di Pinerolo: ovvero, in poche parole, “dona” al sindaco Salvai la polpetta avvelenata. Leggi qui: http://goo.gl/pMdiQi   Perché questo “gradito” regalo? Semplice: dopo aver “cacciato via” il “Nizza Cavalleria” e i cavalli dal CIM (centro ippico militare) adesso vuole cancellare anche la Cavallerizza “Caprilli”, già sede del CIM.  “Operazione” portata a buon fine dal ministro con l’OK del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, l’alpino generale Graziano, con il “silenzio assenso” degli inutili rappresentati politici pinerolesi a Roma, in Regione Piemonte e di chi ha poggiato inutilmente il deretano sulla poltrona di sindaco di Pinerolo negli ultimi anni. Di questi, ricordiamo “quelli” del ventennio al comando del PD e dalle varie sigle che hanno anticipato il PD. (Salviamo l’ex sindaco Covato che si è realmente impegnato sia per il Nizza Cavalleria che per il bene della città, e i nuovi eletti del Movimento 5 Stelle con il sindaco Salvai). Con la “trasformazione” in altro (sarebbe interessante capire in cosa) della “Cavallerizza” si dà definitivamente il KO a ogni riferimento della storia della cavalleria di Pinerolo e nel mondo. (Ricordiamo che proprio a Pinerolo è nato il metodo naturale di equitazione inventato dal capitano Federigo Caprilli. Metodo famoso e utilizzato in tutto il mondo. Sicuramente Pinerolo è amata più all’estero che in Patria considerato che, tra le tante testimonianze, l’allora presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan conosceva Pinerolo proprio per la sua storia legata alla cavalleria e non per il “panaton” o per il torrente Lemina.

C’è un però: appena punti il dito contro i politici gli stessi reagiscono scomposti. E’ il caso della senatrice Zanoni (preciso che i danni di oggi sono la conseguenza del nulla fatto dai sindaci e dai suoi predecessori a Roma e per citarne alcuni da Merlo, Malan, Fassone ecc. ) che replica sulle colonne dell’Eco del Chisone sulla scellerata idea di “cambiare destinazione d’uso” della “Cavallerizza Caprilli”. La senatrice Zanoni afferma “… all’interno della struttura, pagati dal pubblico, erano presenti pochi cavalli. I costi di gestione del CIM erano, per questa ragione, poco giustificabili per un numero limitato di cavalli per giunta alcuni appartenenti a privati e non all’Esercito”.

Forse la senatrice, “con qualche retropensiero, o tentativo di scoop”, ha tralasciato (o non li conosce e questo è grave) alcuni importanti aspetti. Intanto, “i pochi cavalli militari presenti al CIM erano quelli previsti da organico; anzi c’era un cavallo in più di quelli normalmente previsti per i centri ippici militari (mediamente 10 cavalli). Ovviamente cambia il numero per Accademia Militare, Lanceri di Montebello ecc. I posti per i cavalli a Pinerolo non sono diminuiti, anzi… Affermare che c’erano pochi cavalli cosa vuol dire? Che ci sono sempre stati pochi cavalli? O, forse, era corretto dire che la cavallerizza era sempre piena di cavalli?  E ancora: I civili e i cavalli presenti al CIM sono gestiti dall' Associazione Nazionale Arma di Cavalleria, e rispettano un protocollo d'intesa firmato da tale associazione e lo Stato Maggiore dell’Esercito, per cui pagano una retta mensile che viene poi usata per pagare il mantenimento della “Caprilli”. I dieci civili presenti hanno garantito, ormai da circa due anni e mezzo, uno sgravio quasi totale delle spese di mantenimento della struttura! E poi ci raccontano la bufala del secolo parlando di risparmio. Ma quale risparmio? (I cavalli che sono stati trasferiti non mangiano più, non sono più curati, sono stati uccisi? Semplicemente i costi sono stati dirottati altrove…). Certo che il buon senso manca proprio: perché distruggere una struttura che si autofinanzia e non grava sulle spalle dell’Esercito e del comune di Pinerolo?  I politici romani, della Regione Piemonte e Pinerolo (politicamente dannosi per la collettività) sono a conoscenza che grazie all’ANAC il mantenimento della struttura è quasi completamente a loro carico? Sono a conoscenza a Roma, Torino e Pinerolo che giungono turisti dall’estero proprio per la Cavallerizza Caprilli? Forse la Pinotti (su qualche suggerimento errato?) vuole mettere in difficoltà il sindaco Salvai affidandogli la rogna di gestire il passaggio di “proprietà”? Salvai, però, non è stupido e credo che troverà una soluzione. Magari affidando proprio all’ANAC la gestione della struttura lasciando così invariata la “destinazione d’uso” con i cavalli… Sarebbe uno smacco ai sapientoni pinerolesi e romani che hanno distrutto la storia di Pinerolo.

C’è ancora un aspetto inquietante: tutti pronti a giustificare le chiusure, i vari trasferimenti (compreso il Nizza Cavalleria) e i cavalli che erano al CIM e che sono stati trasferiti a Torino, ( Scuola di Applicazione), e in altri centri in Italia. Perché non è stato fatto il contrario? I cavalli da Torino a Pinerolo? Ricordo che quando c’era l’Accademia Militare di Veterinaria a Pinerolo, gli ufficiali prendevano il bus da Pinerolo per Torino per seguire le lezioni nella facoltà di veterinaria. Io dico che i militari “di Torino” potevano, possono, venire a Pinerolo per cavalcare nella cavallerizza “Caprilli. Non c’è posto migliore per cavalcare che nel “Caprilli”: qui si respira la storia, la tradizione militare dell’equitazione.  E’ un valore aggiunto.  Certo, negli alti comandi militari italiani piace  vincere facile quando “combattono” contro il nulla, quando di fronte hanno “avversari” come i politici pinerolesi  incapaci di strategie, incapaci di difendere, con ogni mezzo, la propria tradizione, storia, cultura e economia.

A Pinerolo, e al pinerolese, sono mancati politici come Michele Vietti che ha salvato il tribunale di Ivrea. Non poteva fare diversamente visto che era stato eletto alla Camera dei deputati nel Collegio di Lanzo, Rivarolo, Cuorgnè. Lui si è impegnato per il suo territorio.  E Antonio Saitta? “Lui” è riuscito a potenziare l’ospedale di Rivoli a discapito di quello di Pinerolo. Perché Rivoli? Perché Saitta, oltre a altri prestigiosi incarichi politici, è stato, guarda caso, anche sindaco di Rivoli dal 1988 al 1995. E noi? Abbiamo avuto politici locali disinteressati al nostro territorio e hanno penalizzato gravemente il pinerolese e sono i fatti a dimostrarlo.

Ritornando a Saitta (oggi potente assessore alla sanita Regione Piemonte) e Vietti (tra i tanti prestigiosi incarichi ricordiamo il ruolo di vice presidente del CSM e Presidente Regionale del Piemonte dell'Associazione Italiana Ospedalità Privata) riporto una dichiarazione di Stefania Batzella, Consigliere regionale M5S Piemonte che afferma: “Nel giro di pochi mesi la dottoressa Luisella Cesari è passata dall'incarico di direttore sanitario dell'ASL To3 a direttore sanitario della Residenza per anziani “Bosco della Stella” di Rivoli convenzionata proprio con l'ASL TO3 e di proprietà della famiglia dell'ex parlamentare Vietti. Nessuna legge è stata violata ma la situazione è senza dubbio discutibile ed inopportuna. Il rischio di conflitti di interessi, considerando il precedente ruolo apicale e di grande importanza nell'Asl To3, è sotto gli occhi di tutti.”

E noi? E i nostri politici? Abbiamo avuto politici locali disinteressati al nostro territorio e hanno penalizzato gravemente il pinerolese e sono i fatti a dimostrarlo.

Voglio ricordare che la città di Pinerolo non ha più, (tra i più importanti):

Accademia militare di Veterinaria (dicasi Accademia Militare!), Scuola di Mascalcia, Compagnia controcarri – nell’ex caserma Bochard -,  il carcere di Pinerolo (molti fanno finta di dimenticarsene. Nel 2003 sembrava cosa fatta la costruzione di quello nuovo a Riva di Pinerolo nell’ex deposito carburanti militare), Università, Camera di commercio, Tribunale di Pinerolo, Nizza Cavalleria, ( e tra breve il Centro Ippico Militare), ridimensionamento dell’ospedale di Pinerolo.

Questi addii hanno inciso negativamente anche sull’economia del territorio. Vi pare poco?

Per farvi comprendere quanto danno hanno fatto, e “producono”, i nostri rappresentanti politici voglio ricordarvi che sul finire degli anni ’70 era prevista (già progettata e finanziata) l’autostrada (non era a pagamento) Torino – Pinerolo ma il PCI in Provincia (con un rappresentante di Pinerolo poi diventato sindaco),  a Pinerolo, e la Coltivatori Diretti pinerolese avevano detto di no. Ci son volute le olimpiadi Torino 2006 per vedere finalmente ultimata l’autostrada Torino - Pinerolo grazie al fondamentale impegno del compianto avv. Giovanni Agnelli. (PS. Oggi l’autostrada è a pagamento ed è pure cara!).

Concludo: visto i risultati ottenuti per il Nizza Cavalleria, CIM, Cavallerizza Caprilli, ospedale “Agnelli” ecc. prego i “nostri politici” di non impegnarsi per salvare il Museo Nazionale di Cavalleria di Pinerolo. Forse, in questo modo, siamo sicuri che si salverà.

Per concludere: c’è un problema di fondo. I “nostri inutili pensatori” non hanno capito che la Cavallerizza “Caprilli” è la storia di Pinerolo e deve continuare a vivere per le ragioni per cui era nata. Il fatto che il ministro ha trasferito i cavalli militari non significa che tutto debba finire magari trasformando la cavallerizza in un mercato al coperto. Nel Colosseo (Roma) i gladiatori non ci sono più ma non per questo lo vogliono trasformare in un mercato… A certi politici pinerolesi manca il rispetto per la storia e la cultura locale. E poi c’è chi fa le battaglie e si indigna per quattro pietre degli anni 50 ricoperte d’asfalto… davanti al passo carraio dell’ex Nizza Cavalleria. Per favore fate altro. Lasciate stare Pinerolo.

PS. Castello dei Principi d’Acaja di Pinerolo vi dice qualcosa? Sta in piedi per miracolo e i nostri politici non sono mai stati in grado di recuperare e ristrutturare lo storico fabbricato. Questa è la dimostrazione di quanto la storia della città venga presa in considerazione…  La Cavallerizza Caprilli farà la stessa fine?

Altri servizi a pag 8 sul giornale di luglio di voce pinerolese, on line gratuito http://www.vocepinerolese.it/edizioni/voce-pinerolese-luglio-2016

 

Dov’è il risparmio per l’Esercito Italiano?

 I costi per il mantenimento dei cavalli nella Cavallerizza Caprilli? Non ho le prove certe al 100%, quindi i dati che pubblichiamo vanno presi con le dovute cautele ma, da una nostra piccola indagine, siamo riusciti a trovare alcuni elementi interessanti. Ripeto, non sono dati ufficiali (bisogna bussare alle porte blindate dell’Esercito Italiano) però sono molto vicini alla realtà.

Cominciamo dall’ANAC (Associazione Nazionale Arma di Cavalleria) che nel 2015 ha speso circa 20.000 euro, utilizzati per il mantenimento della struttura “Cavallerizza” come da protocollo d'intesa tra ANAC e Esercito Italiano. L'amministrazione militare, per il mantenimento degli 11 cavalli militari, in termini di fieno, paglia per la lettiera, mangime- mascalcia - farmaci veterinari e interventi veterinari, ha speso circa la stessa cifra, che adesso verrà spesa negli altri CIM dove sono stati trasferiti i cavalli. (Dov’è il risparmio? I cavalli esistono ancora e i soldi vengono spesi da altre parti.) La previsione per il 2016 di utili ANAC è lievemente inferiore a quella del 2015, e verrà impiegata sempre per la Cavallerizza Caprilli, finché sarà presente il CIM e il protocollo d'intesa con Esercito Italiano. Questa intesa avrà ancora valore?

Nella foto di Sistema Caprilli - Scuola Italiana di Equitazione Naturale il capitano Federigo Caprilli e la Cavallerizza a lui intitolata

 

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