Facebook Twitter Youtube Feed RSS

"Ombra sull’apprendimento «conoscenze necessarie per lavorare in modo cooperativo»

11/11/2017 10:09
Non so se i produttori dell’ottimo miele del Roero conoscano l’aneddoto citato da Michelangelo Caponetto, insegnante in quei di Pocapaglia, presente nelle opere di Marx sull’ape e l’architetto. «Il più mediocre degli architetti ha costruito la celletta nella sua testa più che nella cera». Si tratta della «falsa dicotomia» tra lavoro manuale e lavoro intellettuale, «la prassi umana di trasformazione della realtà è sempre mentale e materiale».
Caponetto, docente ad Alba, introduce un opuscoletto di Giulio Cherchedi dal titolo “Sulle orme di Marx. Lavoro mentale e classe operaia”. La sala della libreria Comunardi di Torino è gremita di giovani che in silenzio ascoltano le formule economiche che via via appaiono sulle slides. Le domande a cui rispondere sono quattro: come venga generata la conoscenza, se la conoscenza generi plus valore, se i lavoratori mentali facciano parte del proletariato, se la conoscenza rientri nel contraddittorio fra le classi sociali. Il filosofo con lenta digressione concettuale sostiene la materialità della conoscenza, sulla base dell’«energia umana, la sinapsi, le connessioni tra neuroni e cervello». Alla dicotomia tra realtà mentale e materiale sostituisce quella tra realtà oggettiva (esiste al di fuori di me) e conoscitiva (mutamento della percezione della realtà). Il capitalista investe denaro (D) che va a trasformare la forza lavoro (FL) e mezzi di produzione (MP). Il prodotto o “output” (P) viene venduto ricavando un profitto (D1) o plus valore. Il processo viene sintetizzato dalla seguente formula: D –˃ (FL, MP) –˃ P –˃ D1
Per adattare la formula al processo mentale, si aggiunge il concetto di trasformazione mentale (Tm), conoscenza soggettiva (Cs) o fluida, propria dell’agente e conoscenza oggettiva (Co), «soggettiva per me che la produco ma oggettiva per gli altri agenti». Il percorso lavorativo mentale (Pm) è la trasformazione mentale (Tm) che determina la trasformazione oggettiva (To) per produrre nuova conoscenza.
I lavoratori mentali, secondo l’autore, lavorano per il capitalista che decide quali conoscenze generare, come e perché. Il proletariato non tende a sparire bensì a cambiare forma. Al capitale andrebbe sostituito «un nuovo modo di produrre basato su uguaglianza e solidarietà». Quanto alle «regole del gioco dettate dal capitale», secondo l’introduzione di Caponetto, si getta un’ombra sull’apprendimento di «conoscenze necessarie per lavorare in modo cooperativo», laddove divenga uno «strumento per massimizzare la produzione». Il sistema formativo oggi riceve pesanti pressioni «al fine di apprendere competenze per essere appetibili sul mercato del lavoro».
Piergiacomo Oderda
 

Commenti