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Scandalo AGESS: finalmente parole chiare e documentate. Il coraggio della verità.

03/12/2017 19:18
di Manlio Leggieri
Giovedì sera, 30 novembre, ore 18,00, sala consiliare di Torre Pellice. Inizia la riunione del consiglio dell’Unione Montana Pinerolese (Valpellice). Al tavolo della presidenza, il presidente Duilio Canale, sindaco di Luserna S.G., la signora Adriana Sadone, sindaca di San Secondo di Pinerolo, il consigliere Ermanno Marocco, sindaco di Rorà e il dr Emanuele Matina, segretario dell’Unione Montana.
Un inizio blando, in cui vengono presentati dal Presidente e votati sia il DUP, documento di programmazione, per gli anni 2017-2020, sia il Bilancio di previsione (2,2 milioni di euro, tutti fondi regionali, di cui 1,4 destinati ai piani di manutenzione). Normale amministrazione: basta pensare che il tutto è durato non più di mezz’ora. Poi viene presentato dal sindaco Marocco il progetto di un piano strategico (?). Finalmente si arriva all’interrogazione della minoranza sugli sviluppi del fallimento AGESS (http://www.vocepinerolese.it/articoli/2017-11-27/c-chi-dice-no-ai-debiti...). La consigliera Vecchietti illustra l’interrogazione, poi il presidente Canale, spesso interloquendo con il segretario Matina, si lancia in una lunga rievocazione sia della nascita dell’Unione che dell’eredità della precedente Comunità, in particolar modo i 2,280 milioni, per ora sotto sequestro giudiziale. Il problema è che la magistratura, non sapendo dove trovare i soldi, ha bloccato i fondi PMO, cioè il 5% delle bollette dell’acqua, che tutti i cittadini hanno pagato, e destinati alla manutenzione idrogeologica del territorio. Si capisce bene che questo denaro rappresenta praticamente l’unica entrata dell’Unione (1,4 milioni su 2,2, pari al 64%, il resto serve per due stipendi, i gettoni di presenza e altra varia umanità, poca). Non solo: ora la Regione vuole la rendicontazione del denaro speso dal 2003 al 2017: se l’Unione non rendiconta anche il denaro sotto sequestro, la Regione decurterà il 2% degli introiti (quasi mezzo milione di euro) e l’Unione crollerebbe. Come fare: ripartiamo in dieci anni la somma bloccata, così si riesce a rimediare una qualche rendicontazione, almeno all’80%. In più. Aggiungo io, c’è la proposta dell’assessore regionale Reschigna di prelevare 900 mila euro dai fondi PMO e la differenza (circa 1,4 milioni di euro) accendere un mutuo a carico delle attuali 3 Unioni Montane. Ma così tutti i cittadini delle due Valli e anche di alcuni comuni di Pianura verrebbero chiamati a coprire il baratro provocato dalla scellerata, a dir poco, gestione dell’AGESS. E fin qui non ci sarebbe che augurarsi di non essere nei panni del sindaco Canale, apparentemente messo fra l’incudine e il martello, perché comunque decida, a perderci sono i cittadini. Ma così non è! Nei suoi frequenti interventi, il segretario, dr Matina, ha pubblicamente più volte affermato che sono stati inviati da Canale due “esposti” alla Sezione di Controllo della Corte dei Conti, prima come Unione, poi come Sindaco di Luserna S.G.: NON E’ VERO! Gli “esposti”, di cui siamo successivamente venuti in possesso in realtà sono più semplicemente due “richieste di parere”, oltretutto inspiegabilmente inviate all’indirizzo sbagliato, tanto è vero che la Corte glielo scrive chiarissimamente in risposta già al primo invio: il tutto deve essere inviato alla Procura della Corte dei Conti, trattandosi di argomenti da magistratura contabile. Possibile un errore così marchiano da parte di persone così acculturate?
Forse l’errore è possibile perché inviando la documentazione alla Procura, la “richiesta di parere” si trasformerebbe in un “esposto”, se non addirittura in una vera e propria “denuncia”; invece così si può sbandierare di aver fatto…ma in realtà non aver fatto niente. Leggere la documentazione per credere.
Se poi si pensa:
• che la vicepresidente dell’Unione, Sadone, ai tempi della Comunità Montana del Pinerolese (che nasce dall’unione delle tre Comunità Montane e “assorbe” i debiti AGESS) era assessore con delega ai servizi associati, urbanistica e al personale 
• che la responsabile dell'ufficio tecnico di San Secondo arch. Marina Bordese ricopre la carica di sindaca a Villafranca, dove il dr Matina è pure segretario. Attualmente la convenzione di segreteria comprende i Comuni di San Secondo, Villafranca e Trofarello. Quindi il dr Matina, come segretario dell’Unione,  è controllore e controllato nello stesso tempo.
Cane non mangia cane, verrebbe da dire. 
Insomma  finora abbiamo sentito alzare alte grida da tutta una generazione di sindaci che invocavano la responsabilità personale di certi “personaggi” nel fallimento AGESS, ma alla prova dei fatti nessuno, sì nessuno, ha mai fatto nulla. E ancora oggi, in questa assemblea, oltre ad aver riferito pubblicamente gravi inesattezze procedurali, oltre ad aver ammesso che il buco generato dal fallimento AGESS, direttamente o indirettamente, ormai si avvicina pericolosamente ai 10 milioni di euro, trascinando nel baratro le svendite di immobili di proprietà dell’Ente, nulla è stato proposto per rivalersi su chi ha generato questo stato di cose. Anzi, alcuni dei responsabili oggi stanno rialzando il capo e ritornando a far politica, confidando nella scarsa memoria dei cittadini: Claudio Bertalot, ex sindaco di Torre Pellice e presidente della ex Comunità Montana della Valpellice ai tempi AGESS, lunedì 11 dicembre modererà un incontro su “Quali opportunità per la Val Pellice” (http://www.vocepinerolese.it/eventi/2017-12-01/quali-opportunita-val-pel...).
Possiamo ben dire: grazie, abbiamo già dato! 
Lorsignori devono ricordarsi che non tutti i cittadini sono disposti ancora a subire passivamente, visto che nessun partito o movimento, a 13 anni dal fallimento, ha agito per rivalersi civilmente sui responsabili!
Luserna San Giovanni, lì 3 dicembre 2017
   
 

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