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"ogni ragazzo deve fare la sua strada". Istituto Agnelli. Torino

09/01/2018 13:01

 di Piergiacomo Oderda

«L’obiettivo è rendere i nostri ragazzi felici della loro scelta; ogni ragazzo deve fare la sua strada». Il direttore dell’Istituto Agnelli, don GianFranco Ferrari, intende “disorientare” i genitori. Si rivolge a quelle mamme che pensano così: «se mio figlio è bravo, lo si manda a fare il liceo scientifico; se non è così bravo, al massimo scelgo l’Iti (Istituto tecnico industriale); se ho un “catorcio” di figlio, lo mando al Cfp (Centro di Formazione Professionale). Ma se ho l’auto rotta vado a cercare un meccanico bravo, mica lo considero di terza scelta!». Spezza una lancia anche a favore dell’Iti che «darà molte soddisfazioni nel futuro».

Giovanni Bosco, preside del Liceo scientifico e dell’Iti, illustra la struttura dei dipartimenti che permettono di «focalizzare argomenti e competenze necessarie per fare il passaggio da un anno all’altro». Consentono stabilità didattica, «il nuovo docente non decide lui come muoversi ma viene guidato e ascoltato dal dipartimento» che ne valorizza le novità. In questi due anni fra le molte immissioni nella scuola statale, qualcuno ha accettato l’incarico, «siamo contenti per loro, un po’ di scuola salesiana la portano nelle altre scuole. Ma la maggioranza dei docenti è rimasta qui!».

I risultati: due anni fa due studenti hanno ottenuto “cento con lode” all’Esame di Stato, «quest’anno quattro hanno portato a casa il “cento” per ogni specializzazione». Altri quattro non sono stati ammessi all’esame, decisione corretta «se non ti sei dato da fare e arrivi a giugno senza avere le carte in regola secondo il consiglio di classe» per affrontare l’esame.

Giorgio Giambuzzi distingue tra liceo scientifico tradizionale con il latino e il liceo di scienze applicate dove il latino viene sostituito dall’informatica intesa come programmazione e da un incremento di ore di scienze. «Le difficoltà sono equiparabili come richiesta di studio». Tre eccellenze, matematica, fisica e inglese. Tre giorni a Bardonecchia per il “math-stage”, una festa a marzo, alcuni tesisti sperimentano percorsi didattici con i ragazzi. Il liceo potenziato in matematica permette di affrontare argomenti in più. Quanto alla fisica, si associa in terza al libro di testo un libro in inglese, per trarne esercizi, video, sintesi, per imparare a leggere il gergo tecnico delle formule e dei grafici. Anche per l’inglese è prevista un’ora in più finalizzata alla preparazione all’esame del P.E.T.; nelle quattro ore di inglese, gli allievi vengono smistati a seconda del livello.

L’Istituto tecnico vanta un protocollo d’intesa tra scuole per la robotica. Da tecnologia, informatica e disegno si ricavano tre ore dedicate a quella materia già nel biennio. Per esempio, «si disegnano i pezzi mirati a quanto verrà fatto nel triennio». Si citano alcuni concorsi a cui la scuola partecipa come “Pole position per Ferrari”. Si prevedono per legge duecento ore nei licei e quattrocento nell’Iti di alternanza scuola lavoro. Tra le convenzioni, Castello di Rivoli, Comau, FCA, Università, Arpa. Un’importante innovazione didattica sono i blocchi da due ore «per non “switchare” su sei materie diverse in una mattinata». Al pomeriggio, si ha possibilità di studio individuale con assistenza di docenti, ex allievi o giovani impegnati nel servizio civile. Alla possibilità di un campo estivo per l’accoglienza, si associano due giorni a Colle don Bosco a settembre. Si propone un gruppo interno alla scuola del Movimento Giovanile Salesiano e per i genitori incontri tematici serali.

Eleonora, ex allieva, invita a «sfruttare la disponibilità dei professori, andando a chiedere spiegazioni», a chiedere un confronto se non si è capita la valutazione. Dopo le medie, «sentirsi a casa è l’aspetto che mi ha fatto scegliere di rimanere qui».

Piergiacomo Oderda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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