Facebook Twitter Youtube Feed RSS

Gita "saltata" per gli scolari della "Costa" di Pinerolo. La versione della società di trasporti

07/06/2018 15:53

Il 4 aprile, gli scolari delle classi quinta della scuola elementare “Nino Costa” di Pinerolo, con grande amarezza, hanno visto sfumare la tanto attesa gita al parco divertimenti di Leolandia (Bergamo).

La Polizia stradale di Pinerolo, intervenuta davanti alla scuola prima della partenza del bus,  aveva riscontrato delle anomalie relativa a dispositivi di sicurezza presenti nel mezzo pubblico. (leggi qui: https://goo.gl/cyXBKd ).

Per completezza nell’informazione pubblichiamo la versione della società di trasporti che doveva effettuare il viaggio con gli scolari. Questo il testo

“Il sottoscritto MERLIN Costanzo nella qualità di legale rappresentante della  GHI.ME S.r.l.  con la presente si intende trasmettere la nostra versione su quanto contestato e divulgato in merito al viaggio prenotato dall’Istituto Comprensivo di Pinerolo 4.

La contestazione verbalizzata dalla Polizia di Stato interessava:

-              il non funzionamento di n. 2 cinture di sicurezza, su sedili che potevano anche non essere utilizzati in quanto i posti a disposizione erano in eccedenza al fabbisogno. Si precisa che i nostri autobus sono dotati di cinture a “tre punti” su tutti i sedili, elemento relativo alla sicurezza presente su pochissimi autobus (normalmente le cinture di sicurezza sono a due punti con esclusione dei posti esposti a caduta);

-              il non corretto funzionamento di una delle uscite di emergenza. I bus dispongono di un numero variabile di uscite di sicurezza relazionato al numero di passeggeri. Nel caso specifico oltre a quelle presenti identificate dalle vetrate predisposte alla rottura in caso di emergenza, vengono anche utilizzate le porte di servizio utilizzate dai passeggeri per la salita e la discesa. Dette porte sono a comando elettropneumatico (comando elettrico, azione pneumatica) in caso di emergenza una maniglia, azionata manualmente, scarica l’aria dal cilindro permettendo l’apertura a spinta manuale. Nel caso specifico una delle due porte, pur funzionando regolarmente, ovvero azionando la maniglia di emergenza si apriva, la maniglia di comando non rimaneva nella posizione di porta aperta. Pertanto chi eventualmente avesse dovuto permettere la fuga dei passeggeri, in situazione di emergenza, avrebbe dovuto mantenere, in posizionamento di apertura, sino al termine dell’evacuazione. Questa era la reale difettosità presente.

L’autobus non veniva interdetto dalla circolazione, ovvero la Polizia di Stato non procedeva al ritiro della carta di circolazione, ne annotava sulla medesima alcuna dicitura che ne impedisse l’utilizzo per il quale era stato immatricolato (NCC). Indicava sul verbale l’applicazione dell’at. 80/5 del C.d.S. commettendo di fatto un errore formale ed impedendone l’utilizzo per l’effettuazione dell’uscita didattica. Effettuando una scelta soggettiva e non oggettiva. Sicuramente sull’aspetto formale la carenza manifestava esplicitamente la mancanza di una gravità sufficiente ad impedirne la circolazione e il consequenziale suo utilizzo. Infatti se le ragioni di sicurezza fossero state gravi, gli Agenti della Polizia di Stato, avrebbero dovuto ritirare la carta di circolazione o comunque impedire l’uso del bus in senso generale e non solamente per quel viaggio specifico. Verità confermata dal medesimo comando di Polizia durante un confronto telefonico “per un altro servizio Lei poteva utilizzare il bus, non poteva utilizzarlo esclusivamente per questo viaggio”. Affermazione che merita almeno una riflessione.

L’azienda in via precauzionale richiedeva la revisione dell’autobus trovando opposizione della MCTC di Torino di Via Bertani, dove l’ingegnere di turno (Ing. Spadone della MCTC di Torino) incaricato esprimeva l’inutilità del controllo in quanto la comunicazione sarebbe dovuta pervenire agli uffici MCTC interessati direttamente dalla Polizia di Stato e qualora le motivazioni fossero state ritenute tali da richiedere una “revisione straordinaria” avrebbe invitato l’impresa a sottoporre il bus al controllo. Nel frattempo l’autobus avrebbe continuato il suo lavoro senza impedimenti.

Pertanto l’autobus poteva essere utilizzato per lo scopo per il quale è stato immatricolato? La risposta non può che essere affermativa.

Lasciamo alla capacità di chi ci legge di reperire le motivazioni per le quali il bus non poteva effettuare questo determinato trasporto ed in caso di una ricerca fruttuosa stabilirne la loro “reale fondatezza”.

Sicuramente nessuno darà voce e pubblicità a queste nostre osservazioni, ne tanto meno ci sarà un particolare impegno investigativo atto a definire responsabilità oggettive o almeno a rivalutare giudizi un poco frettolosi, ma la difesa fa parte della natura umana ed in qualche caso, quel senso di ingiustizia che si respira, ne amplifica il bisogno.

Concludo augurando a tutti coloro che prestano un’attività lavorativa di non dovere essere giudicati mediaticamente con le modalità a noi riservate”.

Distinti saluti

Cumiana TO il 06/06/2018

GHI.ME S.r.l. Costanzo MERLIN

Commenti