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Risultato presentazione del Progetto Montagnaterapia. Pomaretto.

11/06/2018 10:26

Gruppo Montagna CST - CAI ringrazia tutti coloro che erano presenti e sono intervenuti sabato 2 giugno 2018 presso la sala del Teatro Valdese di Pomaretto per la presentazione del progetto Montagnaterapia - CST di Perosa Argentina e il CAI Val Germanasca, un'esperienza iniziata da 17 anni
In modo particolare:

  • - Danilo Breusa, sindaco del Comune di Pomaretto, che ha aiutato e supportato, in tutti i modi possibili, questa iniziativa
  • - Riccardo Baral e la Chiesa Evangelica Valdese, per la concessione in uso della sala del Teatro Valdese di Pomaretto, per la loro preziosa collaborazione e disponibilità
  • - gli amministratori locali, Sindaci o loro delegati, che sono intervenuti
  • - l'Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie
  • - il Centro di soggiorno di Pracatinat
  • - i relatori esterni, dr. Marco Battain e Manuela Juvenal
  • - Chantal Re, Responsabile della Cooperativa Sociale La Dua Valadda

Infine non possiamo dimenticare il Direttivo della sezione CAI Val Germanasca che ha creduto in questa iniziativa e ha concesso la possibilità di presentarla in questa giornata.

 

Gli atti e i documenti disponibili della giornata di sabato 2 giugno 2018

Marco Battain - medico, Presidente della Commissione Medica C.A.I. LPV (Liguria - Piemonte - Valle d'Aosta) e referente del Gruppo "La Montagna che aiuta" del C.A.I. Torino


Che cosa si intende per Montagnaterapia?
 "La parola montagnaterapia è suggestiva ma inappropriata: in tutti i casi non si tratta di una faccenda medica, non è beneficenza, non è un’attività sportiva. Già nel lontano passato, alcuni secoli fa, furono riconosciute alla montagna virtù terapeutiche, quando le guardie svizzere del Papa venivano fatte tornare nelle loro vallate per curare il malessere da lontananza, da cui prontamente guarivano: detto per inciso, tale “malattia”, una veramente minima forma di depressione, venne denominata nostalgia (e si consideri che la parola algia è un termine ricorrente nella terminologia medica).
 Peraltro, è esperienza di tutti che, dopo aver passato una giornata o un periodo in montagna, si avverta una sensazione di benessere, anche dopo una faticaccia!
 Il termine montagnaterapia fu coniato nel 1999 da un giornalista della rivista Famiglia Cristiana quando, in un convegno, udì la relazione di uno psicologo istruttore del CAI di Roma che faceva riabilitazione in montagna per un gruppo di malati di cuore. Dal 2004-2005 il CAI ha istituito le macrozone della Montagnaterapia, fra cui la nostra del NordOvest.
 Con una definizione molto stringata, si può dire che la montagnaterapia sia un’attività nella quale la frequentazione in gruppo dell’ambiente montano produce in chi partecipa effetti positivi di riabilitazione e di inclusione bio-psico-sociale: è fondamentale l’effettuazione in gruppo, possibilmente non molto numeroso (una dozzina di persone per intenderci) in modo da porre in atto tutta una serie di condivisioni emozionali, esperienziali e di competenze.
 Nella giornata, voi avete festeggiato alla sezione CAI della Val Germanasca una lunga attività di collaborazione con il CST di Perosa, anche con uso della carrozzella fuoristrada Joelette: la montagnaterapia non è rivolta soltanto ai disabili motori, ma anche a persone con deficit sensitivi o intellettivi. In tutto il Piemonte, poi, dove operano almeno una cinquantina di associazioni e servizi partecipanti al coordinamento regionale della montagnaterapia, ci sono esperienze anche nell’ambito delle patologie psichiatriche e della dipendenza da sostanze, oltre a quelle del disagio sociale, dei minori a rischio. In futuro ci auguriamo di poter coinvolgere anche noi dei trapiantati d’organo, come ha già dimostrato la Lombardia dove questa attività ha dimostrato di poter meglio preservare la funzionalità renale."


 

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