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Daniela Ruffino sull’organizzazione dei servizi postali nei piccoli comuni.

11/06/2018 10:21

«Come parlamentare e come amministratrice locale di lungo corso mi rivolgo fin da ora al governo e ai ministri competenti, in particolare a quelli degli Affari regionali e delle Infrastrutture, perché nei loro programmi prevedano un capitolo ad hoc per i piccoli Comuni. 
Per questo motivo desidero trasmettere qui di seguito l'interrogazione presentata e sarà mia cura sollecitare la risposta da parte del ministero competente. È mia intenzione portare questi temi all’attenzione del governo e di lavorare a uno o più provvedimenti per dare voce agli “italiani invisibili” che sono gli eroi della quotidianità».


Al Ministro dello sviluppo economico - Per sapere - premesso che:

  • Poste italiane gestisce il servizio postale in Italia dagli anni ’60, dapprima in qualità di ente pubblico e in regime di monopolio, oggi nella forma di s.p.a.; cura anche la distribuzione di prodotti finanziari e assicurativi e rappresenta il più grande operatore nel settore dei pagamenti e del digitale; 
  • a Poste italiane è affidato, fino al 2030, il servizio universale sulla base di un contratto di programma che regola i rapporti tra Stato e azienda e la fornitura dei servizi a cittadini, imprese e pubblica amministrazione; 
  • la società dispone di una articolata organizzazione territoriale che vede 132 filiali, 12.845 uffici postali, 16 centri di meccanizzazione postale, 2.117 uffici di recapito con 40.717 addetti al recapito, 7.249 ATM, 18 collegamenti aerei quotidiani, 33.000 veicoli; 
  • l’azienda riceve un rilevante contributo pubblico a fronte del quale non sembra esserci un servizio corrispondente a quanto previsto dalla Carta dei servizi postali del 10/10/2017, in cui è contemplata una presenza capillare di Poste italiane, su tutto il territorio nazionale;
  • da anni sono in corso tentativi di razionalizzazione dei servizi in termini di economicità ed efficienza; il più recente è di febbraio 2018, data in cui Poste italiane ha lanciato un piano strategico quinquennale, denominato Deliver 2022, finalizzato a massimizzare la rete di distribuzione;
  • il piano coinvolge i principali settori di attività dell’azienda: corrispondenza, pacchi e distribuzione; pagamenti, mobile e digitale; servizi finanziari; servizi assicurativi;
  • in una prima stesura del piano Deliver 2022, Poste Italiane aveva ipotizzato la chiusura di numerosi uffici periferici in quanto economicamente non sostenibili; il piano definitivo ha deciso di rivedere e annullare parte di queste chiusure per quanto sia comunque prevista la dismissione di molti uffici postali situati nei territori;
  • le conseguenze della razionalizzazione degli uffici postali ricadono in particolar modo sulle realtà più piccole;
  • questo vale tanto più in quelle zone in cui sono stati già operati importanti tagli al servizio di distribuzione, portato a dieci giorni al mese; alle aperture, previste per due o tre giorni a settimana;  al volume di movimenti, considerato che ci sono zone in cui anche la corrispondenza più rilevante quali le raccomandate a volte non vengono distribuite:
  • le scelte strategiche dell’azienda, pur non perdendo di vista gli obiettivi della crescita aziendale, non dovrebbero in alcun modo prescindere dalla specificità del nostro territorio, in particolar modo delle aree interne e montane; il territorio italiano, infatti, è caratterizzato dalla parcellizzazione dei centri abitati, in particolar modo per via di una specifica conformazione geografica; a questo si aggiunge l’innalzamento dell’età media della popolazione e la concentrazione delle persone più anziane, quindi con minore dimestichezza all’uso delle tecnologie digitali, soprattutto in queste piccole realtà; 
  • sulla questione si sono espressi numerosi comuni avanzando alcune specifiche proposte in materia di erogazione di servizi minimi essenziali quali: l’istallazione di un postamat nei comuni in cui gli uffici non sono aperti tutti i giorni; individuare possibili collaborazioni con amministratori locali per ampliare i servizi offerti dagli uffici postali; definire una strategia per l’Agenda digitale per le aree interne; formare operatori polivalenti per l’attività di sportello;  avviare i servizi di tesoreria per comuni e unioni montane;
  • se il Ministro non ritenga di dover intervenire affinché sia garantita l'effettiva erogazione e la qualità del servizio pubblico in capo a Poste Italiane S.p.A, su tutto il territorio nazionale nel rispetto dell'accordo siglato dalla società con lo Stato, e affinché non siano lesi i cittadini nel diritto di usufruire di un servizio rilevante quale quello in oggetto.

 

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