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Grande ritorno del cantautore pinerolese. Salvai, indicativo presente.....

08/07/2018 13:01

di Nico Manservigi

 

Ottima esibizione del Roby Salvai Quintet al Bonny Bar di Roletto.

Quando un canto ricanta e' sempre festa, e cosi e' stato venerdi 29 giugno in Piazza Tessore in una ospitalissima Roletto resa tale dall 'impegno di Samanta, Laura e collaboratori vari del Bonny Bar.

Roby Salvai, a bordo del suo quintetto di cavalli di autentica razza, apparecchia un concerto che, miscelando ottima musica, professionalita', emozioni (e anche un po’ di magone), sciorina un menu' di rare delizie. Capita, a me e ai miei coetanei,  di vivere più di storia che di cronaca con l 'unica consolazione di riuscire a conservare e a coltivare la memoria.

Il Roby Salvai Quintet e' venuto a confermarci che la fantasia, se e ' portata in carrozza dal talento e dalla preparazione, viene a dirci che siamo ancora vivi.

E', allora, ecco che arrivano i raffinati sax di Gianluigi Corvaglia a dipingere affreschi sulle pareti di quelle melodie a noi tanto care. E nella mente appare un ologramma: il nonno di Roby, cotto di sole e salato di mare, che lo abbraccia alle spalle.

Lo stesso per Massimo Moriena, profeta in patria, che tra Grand piano, ed Electric e Rodes, si mette al servizio del gruppo per poi uscire in assoli di grandissima tecnica. Soggetto evangelico: a volte sembra che una mano non sappia quello che fa l'altra.

Sembra.... E che dire di Luca Corongiu? Il meglio, naturalmente. Un drumming rilassato ed insieme pulsante, a volte subacqueo ma presentissimo con qualche dolcissima caramella di

swing tutto di ride. Super Pino Sardella, poi, e la solita conferma, graditissima. Rispettoso e concentrato,

ma giustamente non intimorito da trovarsi sul palco con tanto ben di Dio, fa giostrare la Stratocaster tra ritmica e soli, tra note stirate ed imposizione, con la chicca di qualche misuratissimo intervento di uaua.

Infine, quell'incorreggibile ma adorabile mascalzone di Roby. La voce non e' invecchiata, solo più dosata e piu', per cosi dire, riservata.

Il basso, poi, suonato con maestria da sempre nota e arricchito a volte da sonorita fretless canta piu' gradevole che mai.

E', cosi, il cordone ombelicale, lungi dall'essere reciso, si dipana come un gomitolo pronto a diventare una confortevole maglia. Ci scaldiamo con “L'uomo del mare”, “Ieri oggi e domani”, “Vivo”, “La Signora dei colori” e cosi via...fino a più recenti ed introspettive canzoni.

Vada un plauso al Bonny Bar, ai collaboratori e al Service.

E tu, Roby, continua ad accarezzare le corde come se dentro ci fossero amori. Anzi : senza “come se”.

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