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Associazione Luisa Picarreta - Piccoli Figli della Divina Volontà .

10/08/2018 10:21
di Piergiacomo Oderda
 
L’associazione Luisa Picarreta - Piccoli Figli della Divina Volontà pubblica per l’editore Rotas
di Barletta gli atti del convegno svoltosi nel 2015 a 150 anni dalla nascita della Serva di Dio
di origine coratina (visse dal 1865 al 1947). “Chiesa nel Divin Volere”, il titolo fa capire come
il testo non si soffermi sull’approfondimento teologico delle opere di Luisa Picarreta di cui si
attende un’edizione scientifica, preciso impegno della Diocesi di Trani, Barletta, Bisceglie,
per sottolineare invece il necessario inserimento ecclesiale del carisma espresso dalle
associazioni sparse per tutto il mondo. Sforzarsi “di essere presenza attiva nella vita delle
Chiese locali” è un monito che lascia il compianto vescovo Giovan Battista Pichierri, rivolto ai
650 partecipanti al convegno. Interessante il lavoro di archiviazione dei materiali relativi a
Luisa Picarreta, descritto da Daniela Di Pinto, attualmente archivista presso la Biblioteca
Apostolica Vaticana. L’archivio si suddivide in: scritti, carteggio, pubblicazioni, il periodico
“Luisa la Santa”, raccolta stampa, corrispondenza, fotografie. I manoscritti originali del
Diario, dal primo al 34° sono custoditi presso la Congregazione per la Dottrina della Fede
(redatti dal 28-2-1899 al 28-2-1938, oggetto di un provvedimento del Sant’Uffizio il
13-7-1938). Presente in archivio una scansione elettronica consegnata nel 2012 dalla stessa
Congregazione. Nella prima parte del carteggio (la seconda è dedicata alla causa di
beatificazione), un’importante serie di documenti (1911-1927) si riferisce a Padre Annibale
Maria Di Francia, messinese, appassionato degli scritti di Luisa Picarreta. Provvide alla
prima edizione de “L’Orologio della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo”, cent’anni
prima della celebrazione del convegno (1915). Ne scrive Angelo Sardone, padre
rogazionista, storico dell'istituto fondato da Di Francia. Padre Annibale scrisse la prefazione
a “L’Orologio della Passione”, testo che la Picarreta scrisse tra il 1913 e il 1914, “un nuovo
modo di meditare la Passione di Nostro Signore Gesù con meditazioni ad ordine sparso che
includono però le 24 ore della Passione, dalla sera del giovedì alla sera del venerdì santo”. Il
Sant’Uffizio condannò la quinta edizione (1934) con la seguente motivazione: “argomento
principale dei suoi scritti è la Divina Volontà, concepita in modo esagerato ed errato, ed
esposta in un linguaggio e in una terminologia ridondante spesso di inesattezze e
stravaganze”. Tra le novità de “L’Orologio”, sempre secondo padre Annibale, “l’ispirazione
si manifesta in maniera tutta singolare in questa donna che non è una letterata e che sa
appena leggere e scrivere” e l'intento di “riparazione”. Viene chiarito quest’ultimo concetto da
Luigi Borriello, carmelitano scalzo, docente di teologia spirituale e mistica, “il caricarsi dei
peccati del mondo” offrendo “la sua vita quale vittima di espiazione per i peccati degli
uomini”. Ciò viene realizzato conformandosi al Divin Volere, come scrive Sergio Pellegrini,
assistente ecclesiastico dell’associazione, a partire dal novembre 1887, restando per circa
sessant’anni bloccata nel suo letto. Non si tratta solo di un “fiat” di “sottomissione passiva
davanti a Dio” bensì di “un atteggiamento di partecipazione attiva e consapevole al Volere di
Dio”.
La relazione del vescovo di Teramo-Atri, Michele Seccia, riguarda l’ecclesiologia “alla luce
del dialogo che tesse con il mondo”, sottolineando alcuni caratteri simili tra il magistero di
papa Francesco e “la spiritualità di vivere nel Divin Volere”. La Chiesa “è fatta da uomini e
vive nella storia comune dell’umanità, appesantita dalla fragilità del peccato e degli
scandali”. Tuttavia, la Chiesa deve uscire, “preferisco una Chiesa accidentata, ferita e
sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la
comodità di appoggiarsi alle proprie sicurezze”, scrive il Papa (Evangelii Gaudium, 49).
Secondo il vescovo Seccia, “un rapporto con Gesù non è vero, autentico incontro spirituale
se non conduce all’apertura, al dialogo, alla tenerezza ed infine all'amore misericordioso verso tutti”. La “prossimità” è la Chiesa che si riconosce come “fermento di Dio in mezzo
all’umanità”. In “Misericordiae vultus”, scrive ancora papa Francesco, “la sua vita è autentica
e credibile quando fa della misericordia il suo annuncio convinto”. Per Luisa Picarreta, “la
quotidiana meditazione” della Passione di Gesù “è stata una scuola di misericordia”. “Quanti
frequentavano sempre la sua casa hanno sempre raccontato di una donna che seminava
pace, fiducia, perdono, amore e comprensione”. “Una religione senza mistici è una filosofia”
ha affermato papa Francesco a Eugenio Scalfari, ricorda ancora Luigi Borriello, “il mistico
riesce a spogliarsi del fare, dei fatti, degli obiettivi e perfino della personalità missionaria e
viene innalzato fino a raggiungere la comunione con le Beatitudini”.
Piergiacomo Oderda

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