Facebook Twitter Youtube Feed RSS

Entusiasmo per il sinodo dei giovani. “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”

08/10/2018 16:51

 

di Piergiacomo Oderda

Un’impennata di entusiasmo segna l’avvio del sinodo dei giovani, la XV Assemblea Ordinaria dei vescovi, che per tutto il mese di ottobre declinerà il tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Papa Francesco sente già «la forza della loro presenza che emana positività ed entusiasmo». Il card. Baldisseri rievoca le tappe di avvicinamento al sinodo, esplora il calendario delle prossime giornate che prevedono interventi di quattro minuti dei 267 padri sinodali, 49 uditori, 8 rappresentanti di altre confessioni religiose. Una novità disposta dal Papa è costituita da tre minuti di riflessione che si alternano dopo cinque interventi, per far emergere le risonanze nel cuore. Il pontefice ammonisce i padri, «solo il dialogo fa crescere. Se parla quello che non mi piace devo ascoltarlo di più». I padri arrivano al sinodo con un intervento preparato ma va considerato alla stregua di «una bozza provvisoria, aperta a integrazioni e modifiche». A seconda delle lingue, come già per i sinodi sulla famiglia, si riuniranno i circoli minori che proporranno dei “modi” di approfondimento o modifica rispetto all’”Instrumentum Laboris”, ripreso magistralmente dal relatore Sérgio De Rocha. Ogni settimana si lavora su una delle tre parti dell’Instrumentum Laboris contrassegnate dai verbi “riconoscere, interpretare, scegliere”. Il 27 ottobre si attende la “Relatio Finalis” e Baldisseri sottolinea quante citazioni della “Relatio” del sinodo sulla famiglia siano ritornate nel testo dell’”Amoris laetitia”. «Una chiesa in debito di ascolto» e «frequentare il futuro» sono ancora due piste di riflessione lasciate dal Papa. Baldisseri, a sua volta, sottolinea la rilevanza della costituzione “Episcopalis communio” del 17 settembre, la chiesa è costitutivamente sinodale, non lo è a livello episodico ma proprio nella sua struttura.

L’arcivescovo Sérgio De Rocha è il relatore del sinodo, «evento importante per tutti i giovani, nessuno escluso». Parla di «interpretazione vocazionale dell’esistenza» come unica antropologia adeguata per comprendere l’uomo. Pone subito fiducia nei giovani, «vi chiediamo di accompagnarci, aiutarci, illuminarci» ma non dimentica la necessità di «riqualificare l’alleanza intergenerazionale». La prima parola chiave è discernimento come «percorso da compiere insieme, una dinamica attraverso cui persone, gruppi, comunità cercano di accogliere la volontà di Dio nel concreto delle situazioni». L’”habitus” del discernimento è mantenersi in ascolto come una sentinella a cui non sfugge alcun cambiamento. L’arcivescovo riprende l’idea del “riconoscere”, «conoscere la realtà che vivono i giovani a partire dalle più dolorose», disagio, guerra, carcere, migrazioni, povertà. “Interpretare” è «leggere alla luce della fede ciò che si è scoperto». “Scegliere” comprende la prospettiva integrale di Papa Francesco, la cura della casa comune, la sollecitudine contro l’emarginazione, collaborazione e dialogo per la costruzione del popolo di Dio e del bene comune. I padri vengono da tutto il mondo, sono chiamati a far comprendere le condizioni dei giovani che vivono nel loro territorio. Questa è la chiave per un ascolto autentico, nei giovani, si riscontra il “sensus fidei fidelium”. La fede comporta «una sana inquietudine pastorale», una fede che non ci mette in crisi è una fede in crisi. La vocazione contrasta con il modello del “self made man”, «l’uomo artefice esclusivo di sé». Si sceglie e si progetta solo all’interno di un essere chiamati. L’amore di Dio ci precede ed è condizione del nostro amore. Altre parole su cui si sofferma De Rocha sono la ricerca, l’accompagnamento, la formazione, la comunità. Siti da tenere sott’occhio: www.synod2018.va e il bollettino della santa sede. I briefing quotidiani permettono di sentire il polso del dibattito, in attesa delle relazioni dei “circoli minori”.

Piergiacomo Oderda

Commenti