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No alla bandiera francese. Prima quella italiana e il ritorno in Italia dei terroristi

09/02/2019 8:25

di Dario Mongiello

direttore@vocepinerolese.it

È proprio vero il detto che siamo un popolo di traditori e non solo di santi e navigatori. Come noto, da alcuni giorni, nel nostro Paese, in alcuni edifici istituzionali, sventola la bandiera francese in segno di solidarietà con Macron, (il presidente francese meno amato dai francesi) "vittima" dell'incontro di Di Maio con alcuni esponenti dei "Gilet gialli".  Non si tratta di lesa maestà (all'ultimo Re di Francia è stata tagliata la testa) ma di "violazione della "grandeur" e spocchia francese. Ci siamo già dimenticati del termine "vomitevole" che Macron ha affibbiato a les italiens? 

Esporre, in Italia, la bandiera francese nei palazzi comunali, o nelle università, è un insulto nei confronti di chi sta aspettando, in Italia, giustizia per le vittime del terrorismo. Ovvero che la Francia consegni alle autorità italiane tutti i terroristi (che vivono beatamente protetti colà) che in Italia, negli anni di piombo, hanno ucciso e fatto versare sangue a vittime innocenti, ai servitori dello Stato italiano. La Francia ha dato, e dà, ospitalità a questi sanguinari esseri viventi. 

Prima vogliamo i terroristi in Italia. Nessun tricolore francese in Italia negli edifici pubblici. Noi non siamo francesi ma, a quanto pare, non siamo nemmeno italiani. Io metto la bandiera italiana nel mio balcone. Mettetela anche voi "les italiens".

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