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Associazione Wanderlust con Casa Affido a Torino

25/05/2019 10:44

di Piergiacomo Oderda

“Lo sforzo disperato che compie l'uomo nel tentativo di dare alla vita un qualsiasi significato è teatro”. Annalisa Spurio Fascì reinterpreta attraverso la frase di Eduardo De Filippo l'operato dell'associazione Wanderlust con Casa Affido a Torino. Si parte dal vissuto, poi «il processo creativo ci permette di cambiare abito, di dare un nuovo significato alla storia». Nello stand della Città di Torino al Salone del Libro, l'artista spiega che teatro è «spazio di coabitazione», dove condividere «nuovi mondi pieni di calore umano». Elena Aimone intende il teatro come un «rompere le barriere», piace «se si torna tra la gente, se c'è qualcosa in cui ci si riconosce». Per conferire una cornice al testo drammaturgico, si sta leggendo i quattordici volumi della saga di Oz ma è Dario Benedetto ad illustrare come si trasformano i testi. «Mi siedo in un angolino durante il laboratorio e faccio da “spugna” per assorbire le loro storie, mi interessa cosa proiettano sul loro vissuto. Uno può raccontare la sua vita anche tramite una ricetta. A seconda delle loro energie, si prende una direzione». I ragazzi non esitano a raccontare le loro esperienze. «Quando si entra in sala riesco a tirare fuori le vere emozioni, riesco a trasmettere quello che ho sempre tenuto dentro». Un altro ragazzo parla del suo rapporto con la sorellina down, «con lei riesco a comunicare benissimo, solo con me si addormenta». Una ragazza ha intrapreso da poco l'esperienza del teatro, è entusiasta, «c'è gente che mi fa stare bene». Lo spettacolo verrò allestito il 24 giugno a San Pietro in Vincoli. Ezio di Casa Affido sottolinea come «i ragazzi che nella vita hanno avuto un momento difficile trovano nuove energie perché scoprono un senso di bellezza nella comunicazione teatrale, guardano con fiducia al futuro».

 

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