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Questa notte, nel pinerolese, la gelata più grave degli ultimi venti anni

08/04/2021 17:30

 

Dalla Coldiretti la mappa dei danni da gelo nel torinese

 

TORINO Questa notte il Pinerolese ha registrato la più bassa gelata degli ultimi vent'anni. La situazione per il comparto frutticolo è gravissima. Emerge questo dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dell'ondata di freddo che ha interessato anche tutto il torinese.

Fabrizio Galliati, presidente Coldiretti Torino, afferma: «Dopo le alte temperature dei giorni scorsi che hanno favorito il risveglio della vegetazione le piante sono state sottoposte ad uno shock termico, con effetti devastanti sulle produzioni. Infatti, le gelate di aprile, arrivate dopo i caldi un po' anomali di febbraio e marzo, hanno confermato tutta la loro grande pericolosità. Oltre alla frutta primaverile che era già in fioritura e alla poca verdura in pieno campo appena trapiantata, sensibili al gelo, a rischio nel torinese ci sono anche, se pur in misura sensibilmente minore, il mais appena emerso in superficie e la cotica prati; più resistente appare il grano. Nel torinese le primizie – insalate, zucchine e pomodori – sono ancora tutte coltivate sotto tunnel riscaldati. In questo caso l'arrivo del gelo, per gli imprenditori agricoli, significa un aumento di costi per il riscaldamento dei tunnel delle coltivazioni protette».

Andrea Repossini, direttore di Coldiretti Torino, aggiunge: «Siamo di fronte nel torinese, come in tutta Italia alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione. Il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal sole al maltempo, in Italia - tra cali della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti - ha significato perdere 14 miliardi di euro in un decennio».

Ecco la mappa preparata da Coldiretti Torino sulle conseguenze di due notti di gelo. PINEROLESE Nel Pinerolese le conseguenze del gelo sono drammatiche. Sergio Bunino, storico tecnico frutticolo, spiega: «Questa notte c'è stata la più brutta gelata dal 2005. La più grave negli ultimi vent'anni. Le temperature hanno toccato i meno 5 °C, con temperature andate sotto lo zero da prima della mezzanotte. Abbiamo avuto minime sotto lo zero dalle 7 alle 9 ore consecutive. Per la frutta questo significa avere perso il 100 per cento della produzione per kiwi,  albicocche. Per pesche e ciliegie il danno produttivo si aggira sul 90 per cento. Per Pero e melo, ci avviciniamo a perdite del 70-80 per cento. Un vero disastro».

Nell'areale frutticolo pinerolese il gelo ha colpito le piante in fioritura. Per le drupacee – albicocco susino e pesco – il gelo ha segnato irrimediabilmente i frutticini allegati. Per le pomacee – melo e pero – sono stati colpiti i fiori. Per l'actinidia sono stati gelati i germogli, con i fiorellini appena pronunciati. I tecnici frutticolo informano che, per un bilancio definitivo dei danni da gelo, serviranno almeno un paio di giorni. I rilievi sulle piante colpite sono in programma già pomeriggio.

CARMAGNOLESE La zona termicamente più fredda di tutto il torinese è il carmagnolese. Questa notte il gelo ha raggiunto quota -8°C. I danni da gelo saranno ben visibili sin dal primo pomeriggio. Ci sono danni sul mais, le cui piantine hanno raggiunto lo stadio vegetativo delle seconda-terza foglia. Temperature così basse hanno cagionato danni anche al grano. Si segnalano problemi anche per le asparagiaie di Santena come di tutto il Pianalto di Poirino. L'annata 2021 dei pregiati turioni, complice il caldo dei giorni scorsi, era appena avviata. Alcuni agricoltori hanno irrigato le asparagiaie per mitigare gli effetti del gelo. Altri hanno posato veli di 'tessuto non tessuto' per proteggere gli asparagi emersi fuori terra. Altri asparagicoltori hanno fatto ricorso a riscaldatori, con alcool, i cui fuochi hanno contrastato, spesso invano, l'abbassarsi delle temperatura. Gli orticoltori hanno protetto le piantine delle colture in serra – zucchine, insalate e pomodori – riscaldando i tunnel. In gran parte indenni sono le coltivazioni di peperone, le cui piantine sono state posate nel terreno da poche settimane, in tunnel comunque riscaldati. Maggiori problemi ci sono, sempre in tunnel, con le fragole, le cui piantine fiorite sotto il doppio telo di nylon, sono comunque maggiormente indifese rispetto al gelo. Anche nel carmagnolese si segnalano danni alle piante da frutto, come albicocche e ciliegi

RIVAROLESE Non si segnalano problemi evidenti ai prati e ai campi di mais del rivarolese. Invece, ad Agliè, Castellamonte e San Giorgio, i viticoltori denunciano danni ai vitigni canavese-nebbiolo, con il gelo che ha seccato i germogli delle viti. Gravi danni a Cossano Canavese sulla frutta – pesche e kiwi, con danni stimati anche all'80 per cento. Nell'area di Valperga le colture orticole sotto serra sono state protette dai tunnel riscaldati.

CHIERESE Il gelo ha colpito la collina di Pecetto, areale frutticolo, per ciliegie e albicocche, con danni anche significativi che saranno censiti e stimati sin dal pomeriggio. In larga parte della piana del Chierese le temperature non sono scese sotto lo zero. Gli agricoltori non segnalano danni, neppure alle viti che sono a un stadio vegetativo con i germogli sotto i 10 centimetri con le gemme in fase di apertura.

VAL DI SUSA Questa notte il gelo  ha portato il termometro a meno 2°C a Bussoleno, nel fondo della valle Susa. Più in quota, a Cesana, il termometro è sceso fino a -10°C. Nelle zone montane alte lo sviluppo colturale è all'inizio e il gelo non ha portato grandi danni. Il freddo ha comunque stoppato i cicli vegetativi colturali di prati e pascoli e la foraggicoltura montane è, in parte, compromessa.

CIRIACESE Nel ciriacese il gelo ha cagionato danni agli alberi da frutta, albicocco, ciliegie e prugne. Danni più significativi mostrano i prati polifiti. La gelata ha compromesso la produzione e la qualità del primo taglio, il maggengo. Le colture orticole sono sotto serra e il riscaldamento ha evitato guai.

CALUSIESE Nel calusiese, terra di vigneti dell'Erbaluce, le basse temperature ieri hanno raggiunto -2, mentre nella notte si è arrivati anche -4°C. Anche qui i danni portate dalle gelate saranno ben evidenti solo nelle prossime ore, sin da oggi pomeriggio. Da stamattina i vitigni presentano alcune gemme 'bruciate'. Le viti dell'erbaluce a inizio aprile sfoggiano gemme lunghe sui 5-6 centimetri, la temperatura fredda le ha "bruciate" irrimediabilmente. In altre zone del calusiese, sempre viticole, ma meno vocate, le vigne sono ancora in fase vegetativa più silente. Nelle zone meno esposte le vigne con uvaggi misti hanno gemme ancora molto corte che hanno resistito meglio al  gelo.

 foto di repertorio

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