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Pragelato: mostra “Nel segno del Sacro”.

08/12/2017 17:00

Sarà inaugurata venerdì 8 dicembre alle 17 al Museo del costume e delle tradizioni delle genti alpine di Pragelato la mostra “Nel segno del sacro”, che propone uno spaccato particolare della religiosità degli uomini e delle donne delle vallate montane e della pianura pinerolese e più in generale piemontese. La mostra sarà visitabile tutti i sabati dalle 16 alle 18 sino al 31 marzo. Aperture straordinarie  sono previste durante le vacanze natalizie, dal 27 al 30 dicembre e dall'1 al 6 gennaio, sempre dalle 16 alle 18.
Nell'estate 2018 l'allestimento sarà visitabile dal 2 giugno al 25 agosto, durante i consueti orari estivi d’apertura del museo pragelatese.
L'ingresso con visita libera alla mostra e al museo costa 3 Euro; l'ingresso con visita guidata costa 4 Euro.
La città metropolitana di Torino ha concesso il suo patrocinio alla mostra, già allestita nello scorso mese di aprile a Palazzo Vittone a Pinerolo. "Nel segno del sacro" propone quadri di vita e di fede quotidiana, luoghi e segni emblematici della religiosità popolare del XIX e del XX secolo. L'iniziativa, ideata e promossa dal mesuo etnografico di Pinerolo, viene collocata a Pragelato grazie alla sinergia tra l'Amministrazione comunale, la Fondazione Guiot Bourg, il museo del costume, l’Associazione la Tacle, la Fondazione centro culturale valdese e l’ATL “turismo Torino e provincia”.
L'allestimento delinea un percorso attraverso una serie di luoghi sacri e luoghi della memoria, musei e istituzioni culturali a Pinerolo (Museo Civico Etnografico del Pinerolese a Palazzo Vittone, chiesa di Sant'Agostino, Collezione civica d'arte di Palazzo Vittone, santuario di Santa Maria delle Grazie), Cavour (Museo parrocchiale d'arte sacra), Pragelato (Museo del Costume), Pinasca (Museo "Abitare in Valle") e Pinasca (Museo etnografico "'L Rubat").
Il pubblico può ammirare manufatti artigianali e artistici, spesso unici o seriali, ma carichi di personalità e anche realizzazioni preziose. La religiosità delle genti alpine o della campagna, così simile e così diversa, così profonda e così intrisa di superstizione, così spontanea e così densa di significati rituali, è certamente uno degli aspetti della cultura materiale che maggiormente ha affascinato, nel corso dei secoli, antropologi, etnografi e studiosi di cultura alpina.
Non è facile individuare e soprattutto dare una spiegazione a tutti i segni sacri con cui l’uomo, nel tempo, ha marcato il territorio. Essi infatti non si riferiscono soltanto alle chiese, che ancora oggi, oltre a rappresentare il centro geografico dei paesi, ne rappresentano pure il centro sociale e culturale. I segni del sacro sono presenti in moltissime strutture, più o meno antiche e più o meno significative dal punto di vista storico-artistico, ma fondamentali dal punto di vista religioso perché espressione di una fede radicata e profonda: cappelle, oratori votivi, croci, “mistà” ed ex voto. Vi sono anche testimonianze della fede non delle comunità ma di singoli, devoti alla Madonna o ad alcuni santi particolarmente legati al territorio. Si tratta soprattutto delle tavolette votive dipinte un tempo (e in parte lo sono ancora oggi) da pittori che, per quanto rozzi e improvvisati, erano comunque specializzati in questo genere di dipinti.

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