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Scegli la tua università! Dialogo tra studenti per sopravvivere al dopo matura.

Chi non ricorda il tormento interiore del quinto anno di liceo? Lo spettro della matura che incombe e le poche energie rimaste per affrontarlo, dopo cinque anni di studio, verifiche e gite terribilmente sfiancanti. Inizia l’anno e pensi che, per fortuna, nove mesi ti separano ancora dalla fatidica prova e che, almeno in quest’ultimo tratto del percorso, studierai come si deve e ti presenterai così preparato all’Esame che i tuoi professori stenteranno a riconoscerti. Invece cincischi come non mai e arrivi a maggio in un batter d’occhio, con la tesina ancora da fare e in testa solo la forma dei libri. A questo punto l’ansia comincia ad impadronirsi di te e decidi che i prossimi due mesi li passerai in clausura a studiare, con la terribile sensazione che, in sole quattro prove, potresti rovinare cinque anni passati a schivare debiti di matematica e figuracce alle interrogazioni.

Come se non bastasse, a rafforzare la sensazione di catastrofe imminente si aggiunge l’altro grande fantasma del maturando, che aleggia sopra di te già da qualche settimana se sei un ragazzo, dalla fine della seconda se sei una ragazza: l’università. Una scelta difficile, simile a quella delle superiori, con la differenza che le possibilità sono infinitamente più numerose e confuse. Che fare?

Inizi a informarti, tra siti incomprensibili e giornate di orientamento in cui i docenti presentano i vari corsi all’interno degli atenei o, addirittura, nell’auditorium del tuo liceo. Il problema è che esci ogni volta pensando che, tutto sommato, lettere antiche non è così male, ma anche ingegneria aerospaziale potrebbe essere quella giusta. È abbastanza ovvio, in realtà, visto che quegli incontri sono giustamente pensati per attirare studenti e che chi li presenta, di conseguenza, non può dire proprio tutto quello che vorrebbe.

Proprio partendo da questa consapevolezza, i ragazzi della parrocchia Madonna di Fatima di Pinerolo hanno deciso di organizzare una serata in cui i maturandi delle varie scuole potessero incontrare studenti universitari e neolaureati, per parlare con loro dei diversi corsi di laurea disponibili. Domenica cinque febbraio, settanta orientatori hanno presentato quasi sessanta diverse possibilità per il dopo superiori, offerte dalla città di Torino e non solo. Tra i maturandi vi era chi non aveva la minima idea di che cosa scegliere e quindi si è fermato ad ogni banchetto, dimostrando un coraggio davvero ammirevole, chi aveva già un’idea sul corso da scegliere e voleva dissipare gli ultimi dubbi e chi, addirittura, sapeva già quale carriera professionale avrebbe voluto intraprendere. Il valore aggiunto dell’evento, rispetto alle classiche giornate di orientamento, è stato proprio la possibilità di avere colloqui a tu per tu o quasi, potendo quindi ottenere informazioni specifiche in base alle proprie esigenze. Inoltre, gli orientatori non si sono limitati a riportare quanto presente sui vari siti universitari, ma hanno fornito consigli su aspetti più pratici, come l’opportunità di studiare all’estero o di cominciare un lavoro già durante il percorso universitario.

La serata è stata introdotta da Don Luca Peyron, responsabile della Pastorale Universitaria del Piemonte, che ha sottolineato come molto spesso gli adulti parlino dell’importanza di comunicare con i giovani, senza tuttavia avere nulla da dir loro; molto meglio, in certi casi, lasciare che siano i giovani a parlare tra loro e che anche gli adulti, per una volta, si siedano ad ascoltare.

(Foto di Ester Zanus)

Simone Sindoni

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