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LE FOTO. 150° NASCITA DI FEDERIGO CAPRILLI. iNCONTRO DEL 7 APRILE

le foto e video

Servizio di Piergiacomo Oderda
 

Scalpitante avvio dell’anno caprilliano all’insegna di “entusiasmo” e “cuore”. Sono le parole chiave colte da Margherita Drago della Società storica pinerolese nell’introduzione a cura del sindaco Salvai e della vicesindaco Costarelli ( con loro anche l'assessore Bachstadt Malan Camusso )   alle manifestazioni che onorano il capitano Federigo Caprilli a centocinquant’anni dalla nascita. Il taglio culturale scelto dall’amministrazione consiste nel «far capire ai pinerolesi la storia che ci appartiene». Concetto ripreso da Giorgio Caponetti, autore del testo “Quando l’automobile uccise la cavalleria” (Marcos y Marcos, 2011) presentato presso il Salone dei Cavalieri, «un popolo, una città che non conosce la propria storia non ha futuro». La serata inizia con spiritosi “selfie” con i classici baffi con la punta all’in su del capitano, insieme alla vicesindaco Francesca Costarelli. Segue “Pinerolo e il capitano” a cura di Remo Caffaro. L’andamento audace del concerto n. 5 per pianoforte e orchestra di Mozart ben accompagna le foto dei celebri salti secondo il metodo inaugurato da Caprilli, pur fra forti resistenze, di “equitazione naturale”. Sintomatiche due foto in cui salta col cavallo i prototipi di macchine, quasi a rovesciare il titolo del romanzo storico di Caponetti. Nella seconda parte, una variazione dell’inno di Mameli accompagna le foto dall’alto del Museo di Cavalleria e l’interno di alcune sale.

Margherita Drago cita il lampeggiare dei drappelli dei lancieri, toccante pagina di De Amicis tratta dall’opera “Alle porte d’Italia” (1888); illustra due piante della città di Pinerolo (1848 e 1898) per poi passare ad una curiosa girandola di articoli dei giornali del tempo, la Gazzetta di Pinerolo, la Nuova pinerolese, l’Eco delle Alpi Cozie e soprattutto “La lanterna pinerolese”. L’Eco racconta l’incendio in casa Midana (21-2-1885), la Gazzetta riporta le lodi di Carducci agli studenti dell’Istituto Tecnico (25-8-1888). Nella visita compiuta alla scuola di cavalleria, si manifestano al re i timori per il trasferimento della cavalleria. Risponde, serafico: «A sta bin douva ca l’è».

Giorgio Caponetti ricorda quando andava con la famiglia a trovare Lella, la cugina di secondo grado di suo papà; viveva a Pinerolo con suo marito e due figli. La Pinerolo che descrive nel romanzo era quella della sensazione di «pulizia dell’aria» sentita da bambino, non appena uscito dalla stazione. Marco Vola della libreria Volare gli chiede di spiegare i quattro personaggi su cui si incentra il romanzo. La sua curiosità era nata durante la preparazione della sceneggiatura per un video racconto celebrativo della Fiat (“levi i puntini!” gli aveva intimato un dirigente dell’ufficio per le relazioni estere dell’azienda) in occasione dell’allestimento di un padiglione alla fiera di Milano del 1968. «L’insanabile passione per il cavallo fece il resto». Nel 1988 curò regia e sceneggiatura di un manuale di equitazione in VHS, con sette ore di “montato”. Quanto a Caprilli, la biografia di Giubbilei non l’aveva convinto. Com’è possibile che il capitano, «vestito da città, alle sei di pomeriggio del 5 dicembre 1907, nel buio pesto, si pensi allo stato dell’illuminazione in quegli anni, si avviasse a cavallo verso piazza D’Armi». Parimenti, non si spiega come mai tre anni prima, Emanuele Cacherano di Bricherasio, «invitato al castello di Aglié dal duca di Genova si fosse suicidato e Bistolfi lo ritraesse nel gesso commemorativo con una pallottola nella nuca. Ho cercato di esprimere questi dubbi che non cerco nemmeno di risolvere». Caponetti concede qualche anticipazione. Il 19 giugno esce in libreria il suo nuovo libro su Gualino, «grandissimo finanziere e imprenditore». Dopo la festa a Palazzo Reale a Torino il 21 giugno, il giorno dopo lo presenterà alla libreria Volare. In progetto «una biografia romanzata o un romanzo biografico su De Amicis, legatissimo a Pinerolo». «Non è impossibile che qualche produttore si faccia avanti per una “fiction” su automobile e cavalleria». «Auguro a Pinerolo lunga vita facendo tesoro sulla sua storia. La storia serve per guardare avanti!».

Piergiacomo Oderda

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