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LE FOTO. Anche a Torino, nelle vie del centro la processione di San Cataldo

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di Piergiacomo Oderda

La banda musicale Salus diretta da Mariko Ceccato intona una melodia nostalgica al momento del rientro della statua di San Cataldo nella chiesa di Santa Teresa a Torino. Come di consueto l'associazione Quattro Torri Coratini in Piemonte diretta da Giuseppe De Palma organizza una processione del santo per le vie del centro, accompagnato dal sindaco di Corato, Massimo Mazzilli e altre autorità locali, Enzo Lavolta, vicepresidente del Consiglio comunale di Torino, e le consigliere regionali Valentina Caputo e Nadia Conticielli. Plaudono all'associazione coratina che nel rinverdire le proprie tradizioni stringe anche nuove collaborazioni, per esempio con l’associazione “Famija Turineisa”, tramite la “giacometta” Tina Scavuzzo.

Nell'omelia, don Peppino Lobascio, vicario zona pastorale San Cataldo e rettore della Chiesa matrice di Corato, si sofferma proprio sull’evento processionale. “Passando per le vie del centro si nota un distacco, non c'è più quella coincidenza tra reale e spirituale. Il Vangelo ci ricorda la visione che Dio ha del mondo, la visione di una realtà in cammino che non sta mai ferma. I percorsi processionali nella storia sono stati paragonati a dei pellegrinaggi. Alla base dell’esperienza di fede ci dovrebbe essere la tensione verso la pienezza. Gesù parla di messi abbondanti, qualcosa che va al di là dell’immaginazione umana. La nostra attenzione è sempre rivolta verso quello che ci manca senza aver fiducia in ciò che il Signore ci dona costantemente. Dobbiamo aver fiducia che quel seme posto da Dio nei nostri cuori porti frutto. Il frutto si dona all’uomo, anticipazione di quello che accadrà nella vita di Cristo. La gente a volte ci guarda come alieni, perché abbiamo alienato Dio dalla nostra vita”. Occorre riportare Dio nella nostra umanità, “nella nostra vita non faremo altro che raccontare Dio attraverso le nostre storie di gioia, sofferenza, fatica, sacrificio”. Si prega per le comunità di “coloro che per tanti motivi si sono dovuti trasferire e hanno cambiato radicalmente la loro vita, testimoni di un Dio che è presente e agisce”. Tra i partecipanti all'evento, due giovani professori di religione, di cui una, prossima al matrimonio, discute a luglio una tesi sull’autocoscienza di Gesù.

Piergiacomo Oderda

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