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Il vaccino e la medicina preventiva.

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di Piergiacomo Oderda

Angela Schiffini del Comitato di Azione Civile di Settimo introduce presso la sala Levi della Biblioteca un incontro dal titolo “VaccinarSi perché? Proteggersi per proteggere”. Intervista a ritmo incalzante Stefania Bussolino, al contempo mamma e medico nefrologo. Ammette che «il tema dei vaccini è stato discusso anche a casa» eppure, «usato su milioni di persone in tutto il mondo», il vaccino risulta essere il farmaco più sperimentato. Apre al tema della «medicina preventiva», «il vaccino è un diritto di garantire a me ai miei figli di prevenire una patologia prevedibile. Se un soggetto non si vaccina non mette a rischio solo se stesso ma la comunità in cui vive». Nella metafora dell’incrocio stradale, se si passa col rosso «potresti far male a quelle persone che passano con il verde, certe che anche gli altri rispettino le regole». Angela Schiffini insinua il dubbio sull’adeguata informazione, se Stefania Bussolino non fosse stata medico. La mamma/dottoressa ribalta la domanda, «quanto si è pronti ad ascoltare le informazioni? Nel “mare magnum” delle informazioni, i genitori fanno fatica  a destreggiarsi». Consiglia di «chiudere il computer e andare dal pediatra, il giusto interlocutore». «Faccio il medico ma faccio un passo indietro per le mie figlie. Mi affido a lui nel prendere una decisione».

Giuseppe Palena, pediatra di famiglia, tesse le lodi dell’ASL 4, «talmente avveniristica che ha permesso ai pediatri di vaccinare in ambulatori» o di andare in altre sedi «per vaccinare i propri bambini». Il valore aggiunto sta proprio nella «conoscenza del bambino in sé». Spiega agli astanti «il calendario vaccinale per la vita». «Nel momento in cui si nasce, si entra in contatto con migliaia di antigeni». Nell’ampollina rigorosamente monodose si trovano acqua, sali di alluminio «perché il virus possa dare la risposta migliore» e la neomicina che «sostituisce l’etil-mercurio». Dal secondo mese di vita del neonato è obbligatorio l’esavalente contro difterite, tetano, pertosse, poliomelite, epatite B ed “haemophilus influenzae” di tipo B. Si consiglia di associare il vaccino contro lo pneumococco, una delle principali cause di meningite. Il dott. Palena passa al “rotavirus” che causa una forma di gastroenterite pediatrica e al “meningococco B” che «aggredisce i piccoli e gli adolescenti». Dopo il primo anno di vita, si vaccina contro morbillo, parotite, rosolia; seguirà il vaccino contro la varicella. Per il “meningococco C” si ha un vaccino tetravalente, protegge dai sierotipi A, C, W135 e Y. Approfondisce, infine, il “papilloma virus”, «leit motiv perché le cellule precancerose si trasformino in cancerose». E’ un vaccino 9-valente, «nove ceppi virali contro il cancro della laringe, dell’ano, della cervice uterina e del pene».

Il prof. Giuseppe Saglio, ordinario di medicina interna ed ematologia presso l’Università di Torino, si sofferma sulle persone che «non riescono a sviluppare risposte immunitarie efficienti contro agenti esterni». Accenna alla “leucemia linfoblastica acuta”, oggi curabile al novanta per cento nei bambini e ad un caso di linfoma trattato efficacemente, secondo protocollo, con chemioterapia e autotrapianto. Nel paziente, presentatosi in ambulatorio lamentando stanchezza, si è riscontrata un’infezione da HIV6 che avrebbe potuto causare, qualora non fosse stata presa in tempo, un’encefalite fatale. Nel dibattito, si propone un parere differente. Si dà lettura del “bugiardino” del vaccino contro morbillo, parotite, rosolia e si sottolineano le gravi reazioni allergiche che può comportare, dalla difficoltà di respirazione agli attacchi di febbre fino all’infiammazione del cervello e del midollo spinale. Si domanda come mai l’ASL non conceda gratuitamente gli esami prevaccinali. Si cita la legge 210/92 (“Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile, a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni”). Il dott. Palena ammette l’esistenza di effetti collaterali, sono «virus vivi ma attenuati, inattivati con metodiche non tossiche ma scientifiche, dimostrate, per renderli il più innocui possibile». Si fronteggiano da un lato la fede incrollabile nella scienza, “lasciate la scienza agli scienziati” sentenzia il dott. Palena, dall’altro il dissenso consapevole e critico di chi chiede che venga rispettato l’art. 32 della Costituzione in relazione al diritto di libertà di cura e di scelta terapeutica da parte del paziente.

Piergiacomo Oderda

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