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Giusy, con un solo rene (l'altro donato al marito) vince una gara podistica. Pinerolo

di Dario Mongiello

direttore@vocepinerolese.it

Una grande storia di amore, una vicenda legata al dono, con una donna che offre il suo rene al marito che è in dialisi dal 2012 per una grave patologia renale.  L’intervento, avvenuto nel 2017, non ha avuto un esito felice e il rene donato, causa problemi post operatori, è stato successivamente espiantato.

Un momento sicuramente difficile ma l’amore vince sempre e la cultura del dono, del trapianto, può lasciare solo segni positivi. Così, Giusy Bisignano, 46 anni, pinerolese e il marito Andrea Rubello, 43 anni, hanno continuato a vivere la loro vita in maniera ancor più intensa, forte. E il carattere forte di Giusy le ha consentito di continuare a coltivare la sua passione per le corse podistiche, per la maratona. Una disciplina sportiva che effettua anche con un solo rene poiché questa condizione non ha assolutamente limitato la sua qualità fisica e psicologica. Una donna che ha compiuto un grande gesto d’amore. E l’amore per la vita, l’ha portata anche a vincere una gara di maratona, la “Boa Vista Ultra Trail” che si è disputata, alcuni giorni fa,  nell’isola di Boa Vista nell’arcipelago di Capo Verde.

La manifestazione prevede la possibilità di partecipare ad uno dei tre percorsi previsti: 150 chilometri dell’Ultra Marathon, per passare ai 75 chilometri della Salt Marathon, concludendo con i 42 chilometri della Eco Marathon che porta gli atleti tra oceano e deserto in una natura incontaminata.

Tre percorsi ma con uno scenario unico, con chilometri da correre su fondi in continuo cambiamento: sterrati che diventano dune del deserto, pietraie, il tutto in autosufficienza, perché alla Boa Vista Ultra Trail oltre che correre contro il cronometro e gli avversari, i partecipanti devono misurarsi con la natura selvaggia dell’isola, e contro sè stessi.

Alla 42 km di quest’anno ha preso parte anche Giusy Bisignano, un’atleta pinerolese che si è classificata al primo posto nella categoria femminile ed all’ottavo posto nella classifica assoluta su 27 partecipanti.

Potrebbe sembrare un risultato come tanti se non fosse che Giusy non ha mai percorso tale distanza, tanto meno in condizioni così estreme, e che le sue competizioni a livello amatoriale su strada, e per una distanza massima di 21 km si sono interrotte a luglio del 2017, un mese prima di donare un rene a suo marito Andrea.

Quest’esperienza offre una nuova consapevolezza sul valore della vita.  Oggi Giusy e Andrea  vivono  tra l’Italia e l’isola di Boavista ed è proprio qui che a sei mesi dall’intervento,  Giusy ricomincia a correre e decide di partecipare alla Boavista Ultra Trail.

“Quella di Giusy – racconta Andrea – è stata una scelta per dimostrare che anche donando un rene si può vivere una vita normale, fare addirittura delle cose che “prima” non avevi mai fatto. In Italia ci sono circa 6600 persone in attesa di trapianto di rene e purtroppo le donazioni da “vivente” rappresentano ancora una percentuale molto bassa rispetto ad altri paesi. Diversi possono essere i motivi, ma se  tra questi c’è quello di credere che dopo la donazione non si potrà tornare ad una vita normale questa storia potrà dimostrare proprio il contrario! Dovrei fare un monumento d’amore a Giusy per quello che ha fatto per me. Un grandissimo atto di amore e se penso che a Giusy va in panico all’ idea di fare un prelievo di sangue.”

Donare è un grande gesto e tutti noi abbiamo la possibilità di offrire un nostro organo a chi più ne ha bisogno. La storia di Giusy è un grande esempio.

Nella foto Andrea e Giusy

 

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