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Anche comuni del Pinerolese al flash mob Sì Tav, in piazza Castello a Torino

LE FOTO NELLA FOTOGALLERY

di Piergiacomo Oderda 
Un sorriso e mi trovo appiccicato sul giubbotto un adesivo arancione “Sì, Torino va avanti”. Un sottile gioco enigmistico di metatesi rispetto a “Sì Tav”. Fatico a scovare il punto da dove vengono declamati i nomi delle città rappresentate, sembra mancare un centro alla marea di folla radunata in Piazza Castello per il “flash mob” organizzato a sostegno della grande opera. Qua e là spuntano palloncini arancioni, bandiere europee. Scartata la schiera di fotografi che puntano l’obiettivo dal balcone della Regione Piemonte, intravedo un gilet arancione che si agita sul balcone all’angolo con Via Garibaldi, esattamente sopra il numero civico 153. Invita tutti a battere le mani al ritmo di un successo dei Queen (1977), “We will rock you”. Il mantra che intercala gli slogan è “Sì tav subito!”. Si scandiscono frasi a mo’ di slogan: «Il mondo cambia ad alta velocità: sveglia! Analisi costi-benefici: trasparenza sempre! Vogliamo più lavoro: l’Italia se lo merita! I Tir inquinano l’ambiente, la TAV no. L’Europa siamo noi: la Tav è il nostro futuro!». Esce dal balcone una figura femminile che dirige l’ “Inno di Mameli”, mi fa riflettere la strofa quando si canta: “Dov’è la vittoria?”.
Si conclude con i ringraziamenti, «Grazie a tutti di essere stati qui!». Si elencano le sigle degli organizzatori, “Sì lavoro Sì Tav, Osservatorio 21, Sì, Torino va avanti”. «Vi ringrazio tantissimo» e scatta l’applauso. Per i contenuti, mi soccorre un volantino a sigla di Mino Giachino, lo scorgo anche nelle mani di un sindaco. Nello scritto si interpreta la Tav come “chiave di volta”, «se il corridoio mediterraneo che collegherà l’Europa, dal fondo della Spagna sino a Budapest, passerà nella Pianura Padana o sopra le Alpi». L’incrocio di quattro corridoi ferroviari «darà luogo nella Pianura Padana alla grande area logistica del Sud Europa». Una cartina mostra come apparirà quest’area quando saranno entrati in funzione «Tav, Terzo Valico, il Corridoio del Brennero, il Corridoio del Baltico». Lentamente si scioglie l’adunata, a gruppi le persone discutono di lavoro e artigianato. Una signora contempla contenta la piazza senza bandiere partitiche. Alcuni si scattano un “selfie” con la scritta “Sì tav” tricolore. Un “gilet arancione” si fa fotografare con la scritta “Il nuovo traforo ferroviario appartiene ai piemontesi e agli europei”. Poco più in là i cartelli con tutti i nomi dei paesi convenuti.
Piergiacomo Oderda
 

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