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video intervista. PMT: abbandonati dai politici

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Intervista a Bruno Bonetto in rappresentanza dei lavoratori PMT.

di Martina Decorte.

Abbiamo posto alcune domande a Bruno Bonetto, ex lavoratore PMT, escluso dal passaggio alla PAPCEL e attualmente disoccupato, per comprendere a fondo la situazione in cui si trovano i lavoratori della fabbrica dopo il suo fallimento e il dramma che stanno vivendo le famiglie in assenza di sostentamento economico.

Quanti anni ha lavorato alla PMT?

“Io ho lavorato all’interno della fabbrica per 37 anni, quando era ancora Beloit. A fronte di tutti gli anni fatti all’interno dell’azienda il riconoscimento è stato nullo ed io, come altri lavoratori, mi sono trovato da un momento all’altro senza più occupazione.”

Quanti sono i lavoratori non reinseriti nel passaggio alla PAPCEL?

“Secondo il documento redatto dal Centro dell’impiego di Pinerolo il 31 Gennaio 2017 erano 178 le persone disoccupate nel momento in cui è stato decretato lo stato di fallimento. In questo momento le persone non trasferite alla PAPCEL risultano 56, di queste abbiamo:

-          10 che raggiungeranno la pensione entro il 2018.

-          8 attualmente occupate con contratti mensili.

-          2 occupate presso aziende artigiane.

-          1 interessata ad aprire un’azienda per conto proprio.

-          3 stanno svolgendo dei corsi presso SKF per un futuro reinserimento.

-          32 attendono ricollocazione presso un altro posto di lavoro. Di queste, 22 persone hanno suscitato l’interesse delle agenzie Synergie e Manpower ma, per il momento, non ci sono ancora dati certi.”

Come stanno vivendo i lavoratori che, come lei, non sono stati reinseriti in un piano di lavoro?

“Naturalmente vivono in uno stato di malessere e di disagio. Già l’esperienza della Cassa integrazione è umiliante, poiché ti senti tagliato fuori dal mondo del lavoro, ma con il licenziamento lo stato di frustrazione aumenta considerevolmente. Questa situazione è aggravata ulteriormente dalla presa di coscienza che l’amministrazione e lo Stato possono fare ben poco con le leggi attualmente in vigore.”

Nel concreto, con quali introiti economici vive?

Io, per adesso, vivo con il sussidio della Naspi. A fronte di tutti i disagi che ho passato ho dovuto sospendere il mutuo, parte di un finanziamento… non è facile come puoi capire. All’interno della fabbrica ero un lavoratore che percepiva uno stipendio piuttosto dignitoso e ritrovarsi con un reddito molto al di sotto della media percepita in precedenza non è una cosa semplice. Mi barcameno insomma, ho sempre lavorato e mi sono sempre rimboccato le maniche e così sto facendo anche adesso. La cosa estenuante è l’attesa, l’udienza per il fallimento si sperava fosse a Luglio, poiché essendo un fallimento “ricco”a quanto affermava il Curatore, si sperava di recuperare i soldi (TFR, stipendi, tredicesima, ecc.) verso Novembre/Dicembre. Stiamo parlando di una media di 50.000/60.000 euro ad personam, quindi una cifra che permetterebbe ai disoccupati di vivere decorosamente. L’udienza è stata rinviata la prima settimana di Ottobre, vedremo se effettivamente si terrà in tal data oppure verrà nuovamente rinviata.”

Avete avuto un aiuto concreto da parte dell’amministrazione, dalla politica?

“No, addirittura quando siamo andati al Ministero del Lavoro, dopo aver analizzato la risposta all’interpellanza parlamentare della Zanoni, la quale sosteneva che potevamo avere la Cassa integrazione, anche se si era capito perfettamente che non sussistevano i termini per ottenerla, il Direttore del Ministero Menziani, si è impegnato verbalmente per trovare una soluzione per la PMT parlando con il Ministro Poletti, ma ad oggi stiamo ancora attendendo le risposte promesse.”

In questa lotta per il lavoro, chi si è mostrato sensibile alla vostra causa?

“Mi sento di ringraziare il sindacato Fim-Cisl e, nello specifico, Cristina Maccari, ho capito attraverso la sua passione ed il suo impegno lavorativo che aiutare i più deboli è la cosa più onorevole e gratificante che ci sia. Voglio ringraziare il Vescovo, che ha mostrato un grande interessamento, intervenendo sui giornali e scrivendo una lettera al Presidente della Repubblica. Abbiamo inoltre apprezzato gli esercizi del pinerolese e limitrofi che si sono interessati alla nostra causa ed hanno affisso un manifesto per dimostrare la loro solidarietà. Purtroppo, a fronte della vicinanza dei singoli cittadini, l’amministrazione ha fatto pochissimi interventi e anche tardivi. A parte l’interessamento morale ed una pacca sulla spalla non abbiamo ottenuto nulla.”

Qual è la tua speranza per il futuro?

Bruno Bonetto ci ha risposto così! (Guarda il VIDEO)

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