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VIDEO. La tragedia a Perosa Argentina. Uccide la figlia di 6 anni e si suicida. Usato un coltello

VIDEO.

Servizio di Dario Mongiello

 

I carabineri del nucleo operativo di Pinerolo e Torino, coordinati dal magistrato Mario Bendoni della Procura della Repubblica di Torino, stanno cercando di trovare ogni elemento per chiarire il drammatico gesto che ha visto una donna rumena di 31 anni,  Olaru Alina Mihaela,originaria di rădăuți, distretto di Suceava,  uccidere, a coltellate, la figlia Tatiana di 6 e poi rivolgere la lama dello stesso coltello contro sè stessa morendo in una pozza di sangue.

La tragedia oggi pomeriggio alle ore 14,  a Meano, una frazione di Perosa Argentina, in via Nazionale, nella casa della mamma, Elena Nistor, 56 anni, che condivideva l'abitazione con il marito, la figlia Alina e la nipote Tatiana. Ed è stata proprio Elena ha fare la drammatica scoperta trovando i corpi senza vita, in un lago di sangue,  della figlia e nipote. Il corpo della bambina era in soggiorno  e la madre in cucina. Il coltello era vicino alla donna. Il marito di Elena non c'era, si trova a Pescara da alcuni giorni per impegni personali.  Secondo le prime ricostruzioni fatte dai carabinieri, coordinati dal capitano Pasquale Penna, Alina ha prima accoltellato la figlia e poi ha pugnalato se stessa. Un solo colpo, al petto, per la figlia, poi ha rivolto la lama contro di sè affondandola nel petto per tre volte.   Alina, con la figlia,  è  in Italia dal mese di maggio mentre la madre Elena è in Italia da 15 anni. Il padre della bambina, romeno anche lui,  è in Romania.  La ragazza soffriva di depressione ed era seguuita dal centro di salute mentale di Villar Perosa. Non era ancora riuscita a riprendersi dall'abbandono che aveva subito da parte del padre della figlia. L'uomo l'aveva lasciata appena saputo che era rimasta incinta. Prima di giungere in Italia Alina viveva a casa di alcuni parenti in Romania. Per lei un sogno, un desiderio: vivere in Italia con la speranza di ricostruirsi una nuova vita con la piccola Tatiana.

"Mia figlia era infelice" ha ripetuto Elena al comandante della stazione dei carabinieri di Perosa Argentina maresciallo Parenti. La donna ancora non riesce  a trovare una spiegazione per un gesto così tragico. Non c'è stato nessun segnale che potesse far pensare ad un gesto, che oggi, noi, definiamo frutto di una lucida follia.  Forse, per Alina, una decisione che è stata presa da tempo ed ha voluto portare con sè la sua amata figlia.  Nella sua pagina facebook, nel suo ultimo post, il 3 giugno,  Alina definiva sua figlia "la mia fata turchina".  Una fata che adesso è diventata un angelo. 

 I corpi sono stati portati nella camera mortuaria di Pomaretto in attesa dell'esame autoptico. 

 Gli elementi al momento rendono plausibile l'ipotesi di omicidio suicidio. Non si conoscono  le cause del gesto .

 

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