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Video. Moschea, una parola che fa paura al presidente del consiglio di Pinerolo?

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Gualtiero Caffaratto,  consigliere comunale della Lega Nord, è furibondo per quanto accaduto, l’altro giorno, durante la seduta del consiglio comunale di Pinerolo. Caffaratto stava parlando, avendone titolo, quando è stato fermato dal presidente del consiglio nel momento in cui il leghista ha parlato di Moschea. Ieri c’è stata una conferenza stampa voluta da Caffaratto per denunciare questa violazione alla libertà che ha subito il consigliere.

Mentre stavo esponendo un mio pensiero politico, per fatto personale  - dichiara Caffaratto -   durante il consiglio comunale di Pinerolo , luogo di discussione democratica, il presidente del consiglio comunale, nel momento in cui io parlo di moschea mi interrompe e non mi fa più proseguire. Questa non è democrazia. Se un consigliere comunale (M5S)  durante un  consiglio comunale fa queste affermazioni :“mi vergogno di entrare nell’aula del consiglio in presenza di persone…” va tutto bene mentre se io esercito un mio diritto, quello di parlare, vengo fermato. Inaccettabile questo stop da chi si erge come paladino della libertà e democrazia come sbandierato dal Movimento 5 Stelle”.

Anche la signora Revel, più volte consigliere comunale a Pinerolo nelle passate legislature, oggi nella lega Nord, stigmatizza quanto avvenuto. “Non hanno il coraggio di dialogare su cose concrete e si sono fermati sulla parola moschea perché non sono preparati ad affrontare il discorso. Hanno fermato Caffaratto senza sapere cosa avrebbe detto.  Non dimentichiamoci che loro (M5S) hanno permesso a un loro consigliere di dire qualunque cosa a titolo puramente gratuito non c’era fatto personale e non c’era antefatto di Gualtiero. Adesso loro (M5S) si difenderanno dicendo che quell’intervento del loro consigliere comunale era per fatto personale quando fatto personale non c’era. Parola moschea? Taci.”

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