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video. Intervista a Padre Ciprian, parroco della chiesa ortodossa a Pinerolo

IL VIDEO

“Ortodossi, Cattolici e Valdesi uniti nel cammino ecumenico”.

Numerosa la comunità romena a Pinerolo e nel pinerolese

di Piergiacomo Oderda

 Padre Ciprian benedice una ragazza durante la confessione, imponendo sul suo capo la stola. Un gesto liturgico, ieratico e al contempo quasi un abbraccio di calda umanità. Sfogliamo i testi in lingua romena a disposizione dei fedeli, alcuni di noti teologi come Alexander Schmemann (1921-1983) o di padre Cleopa (1912-1998), pietre miliari della tradizione spirituale ortodossa romena. Più ancora ci colpisce la luce che promana dalle icone, da Costantino ed Elena a San Nicola, poi padre Ciprian ci mostrerà con orgoglio l’immagine di santo Stefano il Grande. Chi era costui?

«Abbiamo questa gioia di avere come protettore santo Stefano il Grande, “voivoda” di Moldavia che tra l’altro è stato nominato da un papa come “Atleta di Cristo”. Durante il suo regno ha fermato i turchi e per questo la parte occidentale dell’Europa l’ha ringraziato per il suo coraggio». Una mostra a lui dedicata nei Musei Vaticani l’ha definito “Ponte tra Oriente e Occidente”. «Nell’icona si vede che nelle sue mani ha delle chiese, secondo la storia ne ha erette più di quaranta durante il suo regno, per ogni battaglia che ha avuto sia persa sia vinta». Era il suo modo di adempiere al “fiat voluntas tua” del Padre Nostro.

Com’è nata la vocazione di padre Ciprian?

«E’ iniziata quando avevo quattro anni, ero dai miei nonni in una situazione di lutto. Alla funzione c’erano due sacerdoti, uno aveva una voce così baritonale che mi faceva venire la pelle d’oca. Mi ha fatto molto impressione e ho detto a mia nonna “Io vorrei fare questo”. La mia famiglia mi ha sostenuto da sempre. Non vengo da una famiglia di sacerdoti, sono il primo della mia linea genealogica. I miei erano tutti militari. Mia moglie è il mio punto di sostegno in questa missione insieme a tutta la comunità che mi aiuta».

Quanto partecipa la comunità ortodossa di Pinerolo?

«L’attività della parrocchia si svolge in tutta la zona del pinerolese. Un trenta, quaranta per cento di quanto dichiara l’Istat (1610 nella sola Pinerolo, ndr) partecipano, non tutte le domeniche, non a tutte le funzioni. Nel giro dell’anno quasi tutti passano. Alcuni osservano proprio nel modo rigoroso, altri vengono in base alle possibilità di lavoro. Per noi oggi c’è stata la festa dei Santi Arcangeli. Sono stato contento che nella chiesa ci fossero una trentina, quarantina di persone. Quello che la parrocchia, una chiesa dà è prima di tutto la pace e la grazia di Dio. Poi speriamo che tutti quelli che la prendono di qua, la mantengano fuori dalle porte della Chiesa».

Quale messaggio della spiritualità ortodossa si può trovare nella liturgia, nelle icone, nella rilettura delle Scritture e dei testi dei Padri della Chiesa?

«Su questi argomenti ricevo molte domande dalle classi della quinta che vengono con i loro maestri durante l’anno a conoscere quello che può essere l’ortodossia. La nostra chiesa (la chiamo “nostra” anche se è una chiesa cattolica all’origine, con la benevolenza di mons. Debernardi l’abbiamo per trent’anni. La chiesa si trova in via Archibugieri) abbiamo cercato di addobbarla in modo che diventi ortodossa. Noi teniamo tanto alle icone perché ci danno la sensazione che non siamo solo noi in chiesa. Ci sono tutti i santi. Nel primo posto c’è il Signore Gesù Cristo, c’è la Madonna. Vedendo le icone, possiamo anche fare un po’ di più attenzione perché non siamo in un locale qualsiasi, siamo in una chiesa perciò anche il modo di presentarsi, il modo di parlare dev’essere rispettoso per una chiesa che è un luogo sacro, per la casa di Dio.»

Il dono dell’ospitalità è stato il tema scelto a Bose quest’anno per il convegno sulla spiritualità ortodossa. Come la parrocchia vive questo dono  verso la comunità più grande di romeni presenti nel territorio?

«Uno dei punti forti del popolo romeno è l’ospitalità. Questo si vede sia in Romania ma anche qua dove siamo un po’ lontani, un po’ stranieri. Questa ospitalità la vedo non solo nel popolo romeno, anche in quello italiano che ci ha ospitato e penso che quello che possiamo fare noi qui è di dare testimonianza di questa ospitalità. La telefonata che ho ricevuto prima era proprio di un mio compaesano che ha vissuto qua in Italia, adesso è in Romania e mi ha detto “Padre, ho bisogno di venire in Italia per fare delle cose all’Inps. Non so dove abitare. Mi puoi aiutare?”. Gli ho detto, “Di sicuro si risolve!”. La Chiesa cerca di ospitare tutti quelli che hanno bisogno. Dal mio punto di vista cerco di ospitare e di essere ospitale sia con la parola che con quello che posso fare fisicamente, materialmente. A volte, è tanto importante ascoltare le persone, perciò la porta è sempre aperta!».

Avete attivato un rapporto con la chiesa valdese, un’attività in senso ecumenico? «Rispetto alla chiesa valdese le relazioni sono buone. Insieme alla chiesa cattolica e alla chiesa valdese qui nel territorio pinerolese abbiamo cercato di proporre alcune iniziative,  le tre chiese hanno cercato di promuovere un progetto per aiutare delle persone da inserire in campo lavorativo. E’ un inizio. Se cerchiamo di dare un inizio a qualcosa forse da questo punto in poi» può crescere la collaborazione”.

Cosa ci consiglia di leggere se uno volesse approfondire la spiritualità ortodossa?

 «C’è un libro, “L’Orthodoxie” di Paul Evdomikov che secondo me è un punto buono di inizio. Alcune cose possono essere anche un po’ difficili però per chi vuole approfondire sempre troverà un padre, un parroco che potrà essere d’aiuto!».

Padre Ciprian è molto ricercato, ci ha colpito la suoneria del suo telefono, «è il tropario di un santo che amo tanto, sant’Efrem, un santo nuovo scoperto nella terra di Grecia, molto amato dal popolo ortodosso perché arriva ad aiutare tutti quelli che chiedono la sua intercessione. E’ un santo che benedice i bambini, le donne che vogliono avere bambini. Se Dio farà a noi questa grazia di avere un altro figlio si chiamerà Efrem».

E padre Ciprian si traccia un segno di croce.

Nella foto padre Ciprian e la chiesa in via Archibugieri a Pinerolo. 

Video di Marco Riva.

Piergiacomo Oderda

 

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