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Cinemambiente con Gaetano Capizzi, direttore del festival.

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Per la prima volta, Cinemambiente è entrato nelle scuole con una proiezione nell’aula magna dell’Istituto Avogadro di Torino del film “Trashed” (2012). Incontriamo Gaetano Capizzi, direttore del festival. «E’ un festival cinematografico sul tema dell’ambiente. E’ nato ventun anni fa proprio con lo scopo di utilizzare questo mezzo cinematografico per veicolare dei messaggi sulla salvaguardia dell’ambiente. Erano gli anni in cui si iniziava a parlare di comunicazione ambientale; c’erano state delle grandi riunioni internazionali dell’Unep (programma delle Nazioni Unite per l’ambiente). Abbiamo pensato che queste idee potessero essere trasmesse in modo fruibile da tutti con il cinema. Ci siamo inventati questo festival un po’ come una scommessa, non sapevamo neanche se esistevano tutti questi film e ci siamo trovati un po’ nel mezzo del fenomeno della crescita della comunicazione ambientale».

 La prossima edizione si svolge dal 31 maggio al 5 giugno. Puoi anticiparci qualche news? «La ventunesima edizione si svolgerà a Torino al cinema Massimo, l’ingresso è gratuito. Una delle nostre caratteristiche è questa, sono dei film educativi per cui vogliamo che siano accessibili a tutti. E’ strutturato in un modo ormai tradizionale con dei concorsi. Abbiamo dei concorsi internazionali. Quest’anno, sono arrivati ancora più film dell’anno scorso, il 30 per cento in più, 3200 film iscritti. Tra questi abbiamo selezionato i migliori per andare nei concorsi. Abbiamo quattro concorsi su lungometraggi, documentari di un’ora, cortometraggi, cinema italiano. Avremo degli eventi speciali, uno fra tutti è l’ultimo film di Fernando Solanas a cui daremo un premio alla carriera, un film che è stato presentato al festival di Berlino e adesso è per la prima volta in Italia. Abbiamo tutta una parte del festival dedicata ai ragazzi, si chiama Cinemambiente Junior. Sono film a tematica ambientale adatti alle varie fasce di età dei ragazzi. Ingloba anche un concorso, film realizzati dai ragazzi delle scuole italiane, ci sarà una premiazione anche su questo. E’ un programma ricco di film ma anche di eventi, tavole rotonde, incontri. La caratteristica di Cinemambiente che si sta sempre più accentuando è che dopo il film ci sono degli incontri con dei grandi esperti internazionali che approfondiscono in dieci minuti il tema del film».

«Il rispetto dell’ambiente dipende dall’insieme delle nostre abitudini quotidiane e dal nostro stile di vita». Sono parole del preside dell’Avogadro, ci puoi parlare del progetto “Avogreen”? «E’ il progetto di attenuare l’impatto ambientale di questa scuola, sia dal punto di vista dell’edificio architettonico, la dispersione termica, i consumi elettrici, sia da un punto di vista del consumo di plastica, carta, alluminio. Abbiamo iniziato cercando di organizzare una raccolta differenziata all’interno della scuola, cosa che i ragazzi hanno trovato naturale perché sono già abituati a casa. La cosa interessante è che per sensibilizzare i ragazzi si utilizzano i film ».

Le proiezioni di Cinemambiente Junior si ispirano ai diciassette obiettivi dell’Agenda 30 delle Nazioni Unite (2015). Il film che abbiamo proiettato in Avogadro si riferisce al n. 12, “garantire modelli sostenibili di produzione e consumo”. Cosa sono questi obiettivi? «In realtà sono gli obiettivi del 2030 che l’Onu ha lanciato. Entro il 2030 bisogna lavorare su questi temi. Uno per tutti è la lotta alla povertà, il diritto all’istruzione, il diritto ad un ambiente sano e pulito. Le azioni culturali e politiche dei governi a livello internazionale si stanno orientando secondo queste grandi indicazioni. Differenziare i nostri rifiuti e successivamente diminuirne la produzione è uno di questi diciassette obiettivi».

Cinemambiente festival a emissione zero cosa vuol dire? «Ci siamo noi per primi posti il problema di avere un basso impatto ambientale. In questi anni abbiamo cercato di organizzare gli uffici, il festival cercando di essere meno impattanti possibile. Quest’anno abbiamo aderito alla campagna dell’Onu del 5 giugno, per la  giornata mondiale dell’ambiente, sulla lotta alla plastica. Siamo anche un festival “plastic free”. Cerchiamo di non utilizzare la plastica in nessun modo, perché le conseguenze dell’utilizzo della plastica, soprattutto quella “usa e getta” sono tremende. Ci sono tante piccole cose che si possono evitare come le cannucce di plastica. La cannuccia non si può riciclare, va a finire direttamente in mare, è un disastro. Le emissioni che comunque inevitabilmente abbiamo, generate p. es. dai viaggi in aereo, le compensiamo, le quantifichiamo, abbiamo dei crediti di carbonio che compriamo per compensare le nostre emissioni».

Il Cinemambiente tour può coinvolgere il pinerolese? «Assolutamente sì, questa è una nostra caratteristica. E’ un progetto che serve per far vedere in Italia i film presentati a Torino durante i giorni del festival. Oltre al festival siamo distributori nel circuito culturale di questi film. Basta collegarsi al nostro sito, fare una richiesta e noi ben volentieri noleggiamo i film, li prestiamo, dipende dai casi. Ha molto successo!».

Piergiacomo Oderda

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