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Addio comandante Ettore Serafino

15/02/2012 18:26

La morte, sempre ci coglie. E se anche siamo preparati a riconoscerla, facciamo fatica ad accettarla. Così la morte di Ettore Serafino mi ha colto impreparato. Sapevo del suo “spegnersi lentamente”, ma combattente qual è pensavo che anche questa volta sarebbe uscito vincente. Non voglio cadere nella retorica ma un pensiero affettuoso lo voglio rivolgere ai figli e alla moglie che sì, adesso, sentiranno ancor di più il vuoto, la sua assenza, il silenzio, come quello delle montagne che lui tanto amava. Mi piace ricordare di Ettore Serafino due episodi in particolare. Il primo a Cantalupa, nella sua casa-museo, luogo dove è morto in combattimento contro le forze nazi fasciste anche il fratello, il partigiano Adolfo Serafino. Ettore Serafino mi ha accompagnato nei boschi circostanti dove sono segnati i luoghi del martirio dei partigiani. E ancora a indicarmi i segni dei proiettili, del combattimento a fuoco, i segni della guerra, ancora evidenti sulla facciata dalla casa. Ettore Serafino, per me, in quei momenti, era il libro di storia parlante. Era come immergersi nella tragedia umana di chi ha subito la morte del fratello e di chi ha accettato quel sacrificio e quello di tanti suoi compagni, come sprono e stimolo per vivere, per combattere da partigiano, per rendere l’Italia migliore. Un’altro ricordo è legato a Praly. Ero salito fin lassù, in estate, in bicicletta, (come spesso facevo quand’ero un po’ più giovane e atletico...) per incontrarmi, nella sua casa, con il figlio Andrea. Quando decisi di tornare indietro il tempo stava cambiando in peggio e un’aria piuttosto fresca soffiava dai monti. Ettore Serafino mi viene incontro con un giubbottino, il key way, il suo key way, me lo porge e dice: “E’ meglio che lo indossi per il tuo ritorno a casa”.

Ecco Ettore Serafino, l’uomo che sapeva comprendere l’altro, il fratello, l’uomo in difficoltà. E la sua vita si è svolta seguendo anche questi percorsi di fratellanza e amore verso il prossimo, come il Vangelo ben esplicita e insegna.

Addio e grazie comandante Ettore Serafino

Dario Mongiello

direttore@vocepinerolese.it

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