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PD pinerolese: presenza popolare-cattolica da cacciare?

29/05/2013 17:03

 Pd pinerolese, ora va recuperato lo "spirito dell'Ulivo".

 Chi guida il Pd del circolo di Pinerolo

coltivi da tempo l'obiettivo di cacciare,

o meglio di ridicolizzare, la presenza

della tradizione popolare e cattolico

democratica ritenendola inutile

se non addirittura dannosa.

 Il Pd nel pinerolese ha subito una dura e cocente sconfitta elettorale nel voto del 24 febbraio scorso rispetto alle altre zone della provincia torinese. Una sconfitta politica ed elettorale che non può passare sotto silenzio. Eppure nel pinerolese, come in molte altre zone della provincia, il Pd conta una classe dirigente di tutto rispetto, molti amministratori locali validi e profondamente radicati nel territorio. Insomma, una classe dirigente di livello, preparata e qualificata.

Eppure il responso elettorale è stato impietoso. Certo, complice anche il sistema elettorale che, non potendo scegliere il proprio candidato, non può innescare il cosiddetto "valore aggiunto" del candidato locale che scatta invece quando c’è il collegio uninominale o la preferenza. Ma ormai questo appartiene già al passato. Quello che, invece, andrebbe recuperato al più presto sono l’unità del partito e l'entusiasmo nella partecipazione dei cittadini e nella militanza politica. E qui, purtroppo, c’è la carenza principale. Non è certamente un elemento positivo ed incoraggiante che, ad esempio, chi guida il Pd del circolo di Pinerolo coltivi da tempo l'obiettivo di cacciare, o meglio di ridicolizzare, la presenza della tradizione popolare e cattolico democratica ritenendola inutile se non addirittura dannosa. Certo, è un fatto isolato rispetto al resto del pinerolese ma è destinato comunque a produrre risultati negativi con un esito politico poco inclusivo.

Ma, con il decollo di un coordinamento zonale del Pd, anche le pregiudiziali personali e gli attacchi politici che partono dall'interno del partito potranno essere tranquillamente superati.

Semmai, quello che va recuperato sino in fondo adesso è il cosiddetto "spirito dell'Ulivo". E cioè, quella straordinaria stagione che, pur senza alcuna nostalgia, riuscì a legare l'entusiasmo dei militanti e dei simpatizzanti con la freschezza di un forte, autentico e condiviso progetto politico. E proprio l'Ulivo nel pinerolese riuscì a vincere alla Camera e al Senato 2 elezioni difficilissime battendo il centro destra in un territorio fortemente orientato e dominato - elettoralmente, si intende - dal centro destra. Certo, con l'Ulivo e nell'Ulivo dell'epoca non c'erano divisioni, polemiche e attacchi personali. C'era il confronto politico. Certo che c'era. Ma era un confronto appunto politico dove le pregiudiziali personali e gli attacchi personali non campeggiavano e non avevano la benché' minima cittadinanza. A nessuno, in quella bella stagione politica, veniva in  mente di emarginare persone o storie politiche e culturali perché' ritenute sgradite o inutili. 

Ora, nessuno conosce quale sarà la prospettiva e il futuro del Partito democratico. A livello nazionale come a livello locale. Quello che si può dire sin da subito è che senza l’unità del gruppo dirigente e dei militanti e, soprattutto, senza il rispetto di tutte le tradizioni culturali che si riconoscono nel progetto politico del Pd non si va molto lontano. E a pagarne le conseguenze, come si è visto concretamente con le recenti elezioni, rischia di essere solo il partito e il suo consenso.

Nella foto Giorgio Merlo

 On. Giorgio Merlo

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