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I romani ce stanno a pijà per c.: via i cavalli militari dalla Cavallerizza Caprilli (CIM). Pinerolo

28/06/2016 17:50

 

Dario Mongiello

direttore@vocepinerolese.it

I nostri politici pinerolesi (anche coloro che sono stati presenti, inutilmente, negli ultimi decenni in Parlamento - Camera e Senato) ci hanno “abbuffato” di parole, parole e solo parole. Se a queste infinite chiacchiere aggiungiamo la presa in giro, il ridicolizzare le sensibilità altrui, allora le parole diventano offese.  Di cosa parliamo? Domani, gli ultimi cavalli militari presenti nel CIM (Centro Ippico Militare), con sede a Pinerolo, nella straordinaria Cavallerizza Caprilli, gioiello dell’architettura, storia della cavalleria e storia di Pinerolo, saranno portati via. Trasferiti a Torino (tanto per cambiare) a disposizione della “Scuola di Applicazione”.  Secondo voi, adesso, cosa potrà capitare al CIM di Pinerolo? Facciamo un esempio: cosa può capitare ad una biblioteca se gli trasferiscono i libri in un altro luogo?  La logica e il buon senso ci dice che la biblioteca non serve più: si chiude.  Bene, cosa può capitare a un Centro Ippico Militare se gli portano via i cavalli militari? Semplice: si chiude.

 Eppure, il PD (anche lui al governo) aveva, recentemente, chiesto al Ministero della Difesa, di intervenire contro la definitiva chiusura di cinque centri ippici militari (CIM), - compreso Pinerolo - di proprietà dell’Esercito italiano. (leggi qui: http://goo.gl/Nq4zgM ). Uhm, c’è qualcosa che mi sfugge: per restare in ambito romano mi verrebbe da pensare che: ce stanno a pijà per c.. Per amor della verità la senatrice Zanoni (PD) era stata chiara: Il CIM chiuderà: (leggi qui: http://goo.gl/r4qdO5) e di questo non avevamo dubbi. Come pensare diversamente visto i precedenti?

Quali? Cominciamo dall’ultimo caso. Per qualcuno la “Cavallerizza Caprilli”, parte della storia militare di Pinerolo, può trasformarsi in un mercato, una piscina ecc. Aggiungo io: se proprio disturba, si può anche abbatterla per cancellarne così, definitivamente, la memoria, la storia. Una storia che vede, ancora oggi, (illusi) la città di Pinerolo famosa nel mondo, non per la presenza del torrente Lemina ma per la cavalleria, per Federigo Caprilli, per i militari. L’amore per la cavalleria, per i militari, per l’Esercito Italiano, dei nostri pinerolesi (tranne rare eccezioni – ma non erano sindaco né parlamentari, visti i risultati ottenuti) è evidente agli occhi di tutti: difesa di facciata per la difesa del “Nizza” ma sottobanco sono stati servitori muti del potente politico di turno.  Con questa pessima filosofia, tutta politica, di prendere tempo, rimandare, sono riusciti a farci portare via i nostri gioielli, il futuro e la crescita (anche economica) di Pinerolo.  In ordine di tempo ci hanno scippato: Accademia Militare di Veterinaria, Scuola di Mascalcia, Il “Nizza Cavalleria”: insomma il senso, il cuore pulsante della cavalleria militare (e civile) a Pinerolo. E adesso? E’ rimasto – al momento – il Museo della Cavalleria e (sulla carta), formalmente, ancora il CIM, (centro Ippico Militare). Ovvio, che a breve, sarà chiuso. La contropartita? Eccola come da dichiarazioni del mese di marzo scorso fatte della senatrice Zanoni: “La Senatrice Magda Zanoni ha incontrato, nei giorni scorsi, alcuni vertici delle Forze Armate. Obiettivo: avere un quadro chiaro dell'impegno del Ministero della Difesa a Pinerolo. Premesso che, a livello nazionale, si sta procedendo ad un processo di razionalizzazione di tutti i segmenti della Pubblica Amministrazione che riguarda anche il Ministero della Difesa e le Forze Armate, in una logica di maggiore efficienza e impiego funzionale delle stesse su tutto il territorio, tale efficientamento riguarda anche il dispiegamento delle Forze armate a Pinerolo.

 Pinerolo resta polo strategico delle Forze Armate:

 - con lo stanziamento 3° Reggimento Alpini,

 - con l'impegno a risolvere l'annosa questione della Caserma dei Carabinieri,

 - con il Museo Nazionale della Cavalleria su cui è stata data disponibilità a ragionare sulla valorizzazione e sviluppo in termini di centro museale nazionale, anche con un intervento della "Servizi Difesa",

- con la disponibilità a discutere del futuro della Caprilli”.

Tornando a monte qualcuno mi aiuta a capire? Il PD chiede di salvare il CIM -anche di Pinerolo- e il PD conferma la chiusura del CIM. Insomma roba da venir matti. Come dire? Ce ristanno a pijà per c.

Tornando alle realtà non politiche (perché loro, i politici, sono fuori dal mondo reale) possiamo assolutamente affermare che da domani Pinerolo avrà un Centro Ippico Militare senza cavalli, e tutto questo in nome di un risparmio che ragionando bene, non esiste. I cavalli continuano ad essere dello Stato, il CIM di Pinerolo non è stato chiuso quindi, continua ad essere una spesa, anche se irrisoria, per le casse dello Stato. Per la cronaca ricordiamo che il CIM di Pinerolo si autosostiene grazie al lavoro di dieci civili e con i loro cavalli scuderizzati, come da protocollo d'intesa ANAC e Esercito Italiano, che ha permesso - per tre anni - uno sgravio totale delle spese di gestione in termini di mantenimento della struttura.

E mai possibile che Pinerolo è diventata terra di conquista dei nuovi barbari? Invece di portare i cavalli militari a Torino perché da Torino non portano i loro cavalli a Pinerolo? Missione impossibile: i “nostri” ci hanno “venduto” per quattro noccioline.

Qualcuno salvi il CIM di Pinerolo e la nostra storia.

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