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CUMIANA: CONFERENZA SU AMBIENTE E SALUTE.

06/10/2021 15:59

CUMIANA: CONFERENZA SU AMBIENTE E SALUTE.

 
Si è svolta ieri sera 5 ottobre alle ore 21.00 presso la sala D. Vaudagna la conferenza su ambiente e salute riguardante il  progetto Kastamonu sull'edificazione di co-inceneritore. Ad introdurre il tema il sindaco Roberto Costelli. Hanno partecipato i relatori Motta Massimiliano esperto in biotecnologie, Massimino Vincenzo esperto in sicurezza industriale, Cramer Federico biologo e Vicepresidente CAAP ( Comitato Ambiente Agricoltura Pedemontana Pinerolese ) e il presidente CAAP Rumello Giuseppe intervenuto a concludere l'argomento della serata. Il primo a parlare è Massimino Vincenzo il quale ha citato l'esempio del caso Seveso degli anni '70 riguardante una fabbrica che emanava gas tossici. Furono abbattute più di 700 case e per 10 anni vi fu la non possibilità di coltivare, ad oggi 200 bambini ora adulti portano il segno di quanto accaduto, 80.000 animali morti, 32 donne abortirono e ancora ora molte persone con leucemie e linfomi. Una legge del  26 giugno del 2015 dice che si deve tenere conto di che cosa sorge intorno a tali aziende come scuole, supermercati, ospedali ecc. si incarica quindi il comune e poi la città metropolitana che deve produrre un elaborato tecnico di rischio di incidente rilevante. La Kastamonu dista circa 6 o 7 km da Cumiana in linea d'aria con montagne fatte ad anfiteatro, presente la strada statale, la ferrovia ,l'autostrada, case di riposo e fabbriche già a rischio rilevante di cui una è andata a fuoco solo poco tempo fa. Occorre poi ricordarsi dei rischi naturali come terremoti e trombe d'aria che potrebbero notevolmente aggravare la situazione. Come da progetto verranno bruciate 180 tonnellate al giorno di "polverino" legno molto fine stipate in silos. Come è successo a Fossano con le farine, essendo polveri molto fini si può innescare un incendio se i luoghi non sono controllati e messi in sicurezza.  Se avvenisse un'esplosione che può accadere, coinvolgerebbe la statale che porta da Torino verso Pinerolo, la ferrovia, le case di riposo, scuole e centri commerciali. Oltre all' esplosione potrebbe accadere nuovamente un incendio. Sono 17 gli incendi in meno di un anno successi  in provincia di Torino, circa due al mese. Il progetto della Kastamonu dice che all'interno dell'impianto rimangono il 50% delle sostanze e il restante 50% verrà disperso nell'ambiente, le polveri nei periodi di stazionamento dei venti  si accumuleranno nella conca fatta dalle nostre montagne.  Le immagini dei satelliti riguardanti le  immissioni delle altre fabbriche sono  già ora impressionanti, ( vedi foto articolo ). Massimiliano Motta esperto in biotecnologie ricorda che già la Novatti  iniziò ad immettere inquinanti ad alto rischio sforando i limiti consentiti. Nel 2017 la Kastamonu la acquista con conseguente incendio del 2019 a Frossasco durato 12 giorni con un'aria irrespirabile che tutti ricordiamo.  Inoltre vi fu  un incendio nel 2018 a Codigoro e uno in Romania siti industriali acquistati dalla Kastamonu stessa. Ora il  progetto mira a  far ripartire il sito e ingrandirlo notevolmente. Ricordiamo che verranno bruciate 90.000 tonnellate di rifiuti speciali l' anno come mobili, serramenti e quant'altro. La Kastamonu produrrà anche colle come in Romania dove i cittadini stanno protestando per evitare la costruzione dell'impianto chimico all'interno della fabbrica. Nel mondo muoiono 7 milioni di persone l'anno per l'inquinamento. La pianura padana è una delle zone d'Europa più inquinate. " La formaldeide bruciata dall'impianto è una sostanza cancerogena certa - ricorda Federico Cramer biologo e vicepresidente CAAP - non si possono abbattere tutte le sostanze chimiche di un inceneritore di quella portata. Per tutte le sostanze cancerogene il limite tollerato è 0. La cosa preoccupante è il funzionare 24 ore al giorno per 365 giorni l'anno, il cumulo biologico rilasciato entra nelle cellule a quantità esponenziali, da ricordare a questo proposito il  lavoro eseguito nel 2015 da Arpa Piemonte attraverso uno studio epidemiologico nella zona dell'inceneritore di Vercelli analogo a quello di Kastamonu. Io credo che i cittadini debbano decidere che tipo di sviluppo voglia avere per il proprio territorio. Non mi sembra che si voglia uno sviluppo industriale antitetico ad una agricoltura biologica oppure in antitesi al progetto di Zoom a Cumiana che prevede la costruzione di un nuovo resort volto ad ospitare più turisti in visita al bioparco. Tutti i comuni devono proseguire sulla stessa strada. La costruzione di un inceneritore con un camino di 50 metri e altri 17 più piccoli è in netto contrasto con gli altri progetti volti alla salvaguardia dell'ambiente e assolutamente nocivo per la salute pubblica. L'Italia è il quarto Paese per la costruzione di inceneritori, non ne siamo dunque sprovvisti. Inoltre la commissione europea lo scorso 2 luglio, per contrastare il surriscaldamento globale ha ribadito che gli inceneritori non potranno accedere a fondi pubblici" . A conclusione della serata il presidente CAAP Rumello Giuseppe veterinario e proprietario di un'azienda agricola dichiara:  " Il comitato ha lo scopo di salvaguardare il territorio bene comune della popolazione. Si deve produrre in tranquillità senza avere il pericolo dell'inquinamento. Si punta da tempo al biologico. Anche l'apicoltura andrebbe a sparire. Molte aziende agricole rischierebbero la chiusura sul nostro territorio. Dobbiamo salvaguardare il nostro ambiente e i nostri prodotti".  Al momento il progetto è fermo in città metropolitana, poi c'è la clausola del piano regolatore dove si cita che nel comune di Frossasco non è possibile costruire un inceneritore " Però non hanno detto che sono contrari all'inceneritore - dice il dottor Cramer - la lettera che la città metropolitana ha scritto indica chiaramente che per prendere in considerazione il progetto del co-inceneritore ricevuto e osservato, ha dato delle indicazioni alla ditta Kastamonu evidenziando le criticità : entro novembre dovranno modificarlo, vi sarà poi una finestra di 30 giorni entro la quale chiunque vorrà fare delle obiezioni potrà presentarle e al termine l'ente città metropolitana deciderà. Il fatto che l'amministrazione comunale di Frossasco non si sia detta contraria farebbe pensare che potrebbe esserci qualche altro modo per aggirare questo vincolo del piano regolatore, io credo che se l'amministrazione comunale facesse chiarezza sarebbe un bene per tutti". Conclude così il Vicepresidente CAAP.
                                                                                                                                                                                                                        Monica Peddio

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