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Il computer del giudice Falcone a Pinerolo. Analizzato da Giuseppe Dezzani

25/05/2023 3:06

Il 23 maggio 2023: 31° anniversario della strage di Capaci. Una data destinata a rimanere nella memoria della storia della nostra Repubblica. Nell’esplosione, avvenuta lungo l'autostrada  tra l'aeroporto di Punta Raisi e Palermo, persero la vita i Magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo.   Con loro persero la vita gli agenti di scorta Rocco Di Cillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro.  

Troppo spesso, il giudice Morvillo, viene ricordata in questa strage come la moglie del giudice Falcone, ma non era solo una moglie, era soprattutto un Magistrato di incredibili capacità, nonché Consigliere della Corte d’Appello di Palermo.

Un pezzettino del processo Capaci bis, tenutosi a Caltanissetta, è passato per Pinerolo e per questo intervistiamo il Consulente Informatico Giuseppe Dezzani.

Dottore, abbiamo recentemente saputo, nel corso di un convegno, che a lei fu affidato l’incarico di analizzare il computer del Giudice Falcone.

 “Si, sono trascorsi più di 10 anni, ma ogni volta che ci penso provo un’emozione indescrivibile. Quando fui chiamato dalla Procura di Caltanissetta per l’incarico ero in Sicilia per una attività della Procura di Palermo, credevo fosse uno scherzo, ero incredulo, annullai il volo di rientro e mi recai immediatamente a Caltanissetta. Alla sola vista del computer ero praticamente paralizzato, nella mia carriera ho maneggiato migliaia di reperti, quando presi in mano quel laptop avevo i brividi lungo la schiena”.

Di quale computer si trattava ?

“Di un computer portatile, un laptop, prodotto dalla Compaq, come vedete in fotografia. All’epoca era un computer molto potente e costoso. Ad oggi non è nemmeno paragonabile alla potenza di uno smartphone di basso costo” .

Fu una attività complessa ?

“La complessità dell’attività di analisi fu principalmente legata al fatto che si trattava di un computer dell’inizio degli anni ’90, con una tecnologia completamente superata al momento dell’esame tecnico, con un enorme difficoltà di interfacciamento dei componenti. Prima di lavorare sul reperto originale acquistai da un appassionato di storia informatica un computer praticamente uguale (proprio identico non lo trovai) per sperimentare le tecniche attuali su un hardware molto vecchio da un punto di vista tecnologico. Negli anni ’90 e 2000 il progresso tecnologico è stato vertiginoso”.

Su cosa verteva l’incarico ?  

Purtroppo non posso andare nello specifico, pur sapendo che il processo è terminato con una sentenza di Cassazione. Non sono al corrente se la documentazione sia stata resa pubblica, pertanto non posso parlare dell’attività svolta. Posso solo dire che rinunciai alla richiesta di compenso per l’attività svolta. Lo feci per un senso di rispetto a quello che rappresenta il Giudice Falcone per la storia della nostra Nazione e per l’ammirazione che ho della Sua figura di Magistrato. Percepire un compenso per questa attività lo ritenevo inappropriato, ho svolto l’incarico per un senso di dovere istituzionale e di riconoscenza per le Istituzioni”.

Il computer che ha comprato per i test che fine ha fatto?

 “lo conservo gelosamente, lo considero un cimelio della mia attività professionale. Recentemente l’ho mostrato in una scuola qui di Pinerolo agli studenti durante un convengo sulla Criminalità Organizzata. I ragazzi erano emozionati perché stavano immaginando il computer del giudice Falcone, anche se non è ovviamente quello originale, erano emozionati anche di vedere e toccare con mano un computer di un’era precedente alla loro nascita, erano tutti ragazzi con la metà degli anni di quel Laptop.”

Nella foto il dott. Giuseppe Dezzani e il computer.

 

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