Facebook Twitter Youtube Feed RSS

"27^ edizione di Cinemambiente». Torino

24/05/2024 18:54

Il primo applauso scatta alle parole di Enzo Ghigo, Presidente del Museo del Cinema, «grazie all’impegno, alla creatività, alla perseveranza di Gaetano Capizzi siamo alla 27^ edizione di Cinemambiente». All’inaugurazione del festival nella Sala Soldati del cinema Massimo a Torino, interviene Domenico Di Gaetano, direttore del Museo: «Il festival era Gaetano Capizzi, non è stato facile lavorare senza di lui». Tocca alla direttrice artistica, Lia Furxhi, ringraziare per il patrocinio i Ministeri di Ambiente e Cultura, per il sostegno la Regione Piemonte e la Città di Torino, per il contributo Compagnia San Paolo e CRT, nonché gli sponsor Iren, Smat, Asja, Elettricità futura.

Chiara Foglietta, Assessore Transizione ecologica e digitale della Città di Torino, ricorda il coraggio di Capizzi nel proporre un festival di tale portata quando nessuno si occupava di questioni ambientali. La città si è impegnata per raggiungere la neutralità climatica entro il 2030 insieme ad altre otto città in Italia e 99 in Europa. «Non ce la farà da sola senza l’impegno di tutti».

Sara Leporati della Fondazione Compagnia S. Paolo ritiene fondamentale il modo in cui si parla di ambiente, come vengono comunicati i contenuti scientifici. «Tirare dritto ed essere più coinvolgenti» è lo slogan di Paola Bragantini, presidente di Amiat, che interviene per conto del “main sponsor” Iren, sulla scorta della metafora per cui per un padre il regalo più bello è quello di vedere il proprio figlio correre veloce e fare tanta strada. «La banalità del gesto di dividere i rifiuti costruisce la grande casa della sostenibilità ambientale». Lia Furxhi presenta le giurie del festival. Nove proiezioni per Cinemambiente junior hanno visto la partecipazione di quasi dieci mila allievi. Il 5 giugno si premiano i cortometraggi pervenuti dalle scuole, «tutti di grandissima qualità» (una settantina). La giuria del concorso Documentari internazionali è costituita da Barisone, Caplan, Ferrario, Mancuso (premio Asja). La giuria per il concorso cortometraggi è tutta al femminile: Fresu De Azevedo, la cantautrice Nathalie, la fumettista Alessia Iotti (premio Smat). Il premio Iren è assegnato dal pubblico al miglior documentario nel concorso internazionale.

Per ricordare Capizzi è stata creata la sezione non competitiva “Made in Italy”, «il meglio della produzione ambientale italiana dell’anno» (in giuria Camanni, Iovino, Iozzi). Un nuovo premio, Slow Food, viene attribuito al film che meglio affronta i temi della sostenibilità alimentare. Il premio alla carriera “Stella della mole green” è attribuito a Bruno Bozzetto, «l’ultimo cortometraggio “Sapiens?” è testimonianza di grandissima sensibilità ambientale». Il premio letterario “Le ghiande” lascia la narrativa per la saggistica conferendo il titolo ad Alessandra Viola per la sua opera di divulgazione scientifica per bambini e adulti (in giuria Fratoddi, Iovino, Righetto).

Eugenia Gaglianone tratteggia le tematiche comuni nelle diverse sezioni in cui sono suddivisi i 76 film. «Il confine tra globale e locale si assottiglia». Cita l’inquinamento dei poli industriali, i fondali marini, l’allevamento intensivo su terra e mare. Il “conservazionismo” viene declinato sul versante della flora e fauna selvatica e sull’aspetto sociale ed economico delle popolazioni coinvolte. La sezione Documentari attesta «un nuovo modo di trattare il mezzo cinematografico attingendo alla documentazione dei protagonisti che filmano la propria esperienza drammatica con i telefonini», ad esempio “The here now project”. Una nuova definizione parallela all’attivismo è quella dei “protettori della terra”, «una filosofia nuova, prendersi cura del pezzo di questo mondo che abitano» (“Once upon a time in a forest”). Diversi generi (fiction, animazione, documentari) contraddistinguono la sezione cortometraggi. “Bye bear” è un film di animazione che tocca la tematica dell’intelligenza artificiale. “Pouring water on troubled oil” presenta le riflessioni del poeta Dylan Thomas che nel 1951 aveva incarico di scrivere la sceneggiatura a favore della Anglo-Iranian Oil Company. Per la sezione “Made in Italy”, oltre al tema dei disastri ambientali (Ilva di Taranto, Augusta in Sicilia), si cita “Il ricercatore. Perché ho perso il lavoro per 5 tonnellate di CO2”. Si racconta del primo lavoratore licenziato per essersi rifiutato di prendere l’aereo per motivazioni ambientali. In “Seapacs” si presenta la buona pratica di un percorso partecipativo contro l’inquinamento dei mari. “Abyss clean up” svela i “canyon” marini nello stretto di Messina. Ricorda infine per la sezione Panorama il film “The perfect meal” sul cibo che cura e guarisce.

Lia Furxhi sottolinea l’importanza dei momenti di approfondimento, come la mostra nel cortile del Rettorato “Drowning World” dedicata alle opere del fotografo Gideon Mendel. L’evento del 7 giugno, “Fungi. Web of life” (voce di Björk, biologo Merlin Sheldrake), ricorda quanto i funghi siano da intendere «come nuovi alleati per alcune forme di inquinamento da plastica», sino a divenire materiali biocompatibili nel “packaging”. “Torino città degli alberi” in collaborazione con Casacomune (Gruppo Abele) è un’occasione per ragionare «su come le città debbano modificarsi per non essere autocentrate nell’affrontare i cambiamenti climatici». Con i Superottimisti si è attivato un laboratorio in una scuola superiore della Valchiusella per realizzare un film che racconta le comunità Walser. Il progetto Emcoin riguarda l’energia nascosta nei prodotti che acquistiamo (per esempio i 15 mila litri di acqua necessari per la produzione di un paio di jeans); la collaborazione con il Premio Fasolo pone la questione di un incontro tra scienza e storytelling. Con l’Istituto Avogadro si è realizzato un concorso fotografico, sempre in memoria di Gaetano Capizzi, dal titolo “Scatti sostenibili”.

Dario Consoli, rappresentante Associazione Murazzi del Po,  presenta la notte di Cinemambiente, un evento diffuso che coinvolge i locali dei Murazzi, nuovi cocktails e gusti di gelato, dj set presso Capodoglio (Murazzi del Po 37). Anna Marlena Buscemi presenta gli chef di “Eco cooking show”. Christian Mandura, chef stellato, propone un’inversione tra contorno e secondo; Chiodi Latini lancia una rivisitazione del pinzimonio; Juri Chiotti ha ottenuto una stella venticinque anni fa, ora è ritornato sul territorio di montagna; Giuseppe Rambaldi è chef di “Cucina Rambaldi” di Villar Dora.

Il film di apertura “Amazonas, maior rio do mundo” con accompagnamento di Alberto Tafuri è la prima pellicola girata in Brasile (1918), è stata ritrovata l’anno scorso nel magazzino della Cineteca di Praga. La proiezione finale è “Voyage au Pôle Sud” di Luc Jacquet.

Piergiacomo Oderda

 

Commenti