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Lettera.Libertà di pensiero, di riunione e... di cena Al sindaco di Pinerolo non piace Ecco perché

06/06/2024 20:49
Libertà di pensiero, di riunione e... di cena.
Al sindaco di Pinerolo non piace. Ecco perché. 
 
Caro Direttore, Le scrivo per esprimere il mio disappunto per quanto accaduto l'altra sera alla trattoria Rosa Bianca a Pinerolo, mentre cenavamo. Ovvio che Lei è al corrente, essendo al nostro stesso tavolo. Le pare corretto che il primo cittadino si sia permesso di appellare pubblicamente un nostro commensale solo perché noi tre ci siamo permessi di organizzare una cena e fare due chiacchiere in un luogo pubblico, mangiando benissimo, in mezzo a tante persone? Si deve chiedere un nulla osta  al Sindaco per poter  parlare, cenare, incontrare chi più ci pare e piace? 
L’art. 17   esprime uno dei diritti fondamentali della nostra Costituzione, la libertà di riunione. Ma se la riunione è tra Lei, direttore di Voce Pinerolese nonché Consigliere Comunale di minoranza Dario Mongiello il titolare della ditta EdilGamma (che sta eseguendo parte dei lavori in piazza Roma, per la realizzazione della tristemente nota tettoia) il sottoscritto, dev’esserci l’approvazione del Sindaco di Pinerolo? 
Il primo cittadino ieri sera ha platealmente mostrato disappunto in un luogo pubblico, con un tono alto,  con atteggiamenti non consoni ad un rappresentate dello Stato, semplicemente per averci visti cenare assieme. 
 Evidentemente vedere l’imprenditore al nostro tavolo lo ha distrubato.  Solo il sindaco ha diritto di parola? (Per la cronaca l’imprenditore è  già stato intervistato da un giornalista del suo giornale, so che le capita di incontrarlo spesso  al cantiere o al bar Roma a parlare amabilmente. Dunque perché tutto questo livore nei confronti  dell’imprenditore se è  a cena con noi? Aveva paura che lo stesso raccontasse chi sa quale segreto di Stato? )
Non è certo la prima volta che il Sindaco ha comportamenti fuori dalle righe, in pubblico e non solo. Basti vedere i consigli comunali dove aggredisce verbalmente o lascia l’aula se quello che sente non è in linea con le sue idee. Appella in modo per nulla istituzionali altri sindaci. Siamo noi pinerolesi disposti ad accettare ancora tutto questo?  A mio avviso questo atteggiamento non può essere più tollerato e giustificato soprattutto in virtù di quanto dichiarato sui social (a proposito del governo della Regione Piemonte) dal primo cittadino di cui riporto uno stralcio:  “lavoreremo contro le forze politiche di maggioranza a traino fascista (chiamiamo le cose con il proprio nome, si chiamano fascisti!),”  
Quindi mi sorgono spontanee alcune domande: 
⁠a  Pinerolo la libertà di espressione, riunione, pranzi, cene ecc. , e quanto garantito dalla Costituzione deve essere approvato dal Sindaco ? Oppure è garantito solo chi è “pro Sindaco”, come l’utilizzo abusivo dei locali comunali da parte degli anarchici e antagonisti in via Midana? 
Ma non è forse questo il comportamento che da una parte il Sindaco vorrebbe stigmatizzare, ma che poi nei fatti egli stesso commette? 
La ringrazio per l’attenzione. 
Giuseppe DEZZANI
Nella foto il sindaco Salvai

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