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Facebook: la fiera delle vanità. Ma la realtà riporta tutti coi piedi saldi a terra

07/07/2024 14:55

Facebook: la fiera delle vanità.

Ma la realtà riporta tutti coi piedi saldi a terra

 

 

Premetto che la mia vuole essere una riflessione da leggere cum grano salis, condita di ironia e frammista a spicchi di realtà.

Mi pare che, quando anni fa mi iscrissi per pochi giorni su Facebook per ritrovare amici ed amiche conosciuti da ragazzo in vacanza al mare, in questa popolare piattaforma albergasse maggiore buon gusto.

Ora, ritornatovi da pochissimi giorni, un po’ per leggere i commenti al nostro giornale, un po’ per curiosità declinata al maschile,  sto registrando un  modo spesso grossier e anche pacchiano nel modo in cui molti utenti riempiono di contenuti i loro profili.

Fotografie ridondanti sino alla stomachevolezza di immagini evocanti viaggi esotici, navigazioni in mare, eventi mondani in ambienti – non occorre una mente elevata per comprenderlo -sicuramente non  familiari al proprietario del profilo medesimo: il tutto per esibire quanto di fuori dell’ ordinario, e quindi di straordinario, si è capaci di fare. Lo straordinario, però, è l’ evento eccezionale ( extra ordinario)per definizione e non la quotidianità che sottende alle nostre esistenze

Trattasi di una sorta di vetrina della vanità in cui esporre l’argenteria migliore di casa, cosa che un tempo usava fare nelle famiglie di buona educazione quando si ricevevano gli ospiti.

Inoltre è sorprendente come, rispetto ad anni fa, oggi, anche se non sarebbe corretto generalizzare, molte donne esibiscano quasi dei book fotografici degni di aspiranti modelle alla ricerca di un contratto pubblicitario.

Sembra quasi di passeggiare sul litorale marino in alta stagione, tante sono le signore oltre gli anta  in costume da bagno;  con la differenza che qui osano  posizioni ammiccanti e da sirenetta (ricerca ossessiva dei like ?) che nella realtà avrebbero imbarazzo ad assumere. Fortunatamente la realtà ha il merito di ricondurci sempre alla consapevolezza di ciò che sono i nostri limiti.

Premesso che una signora non più pubescente possa esprimere la propria beltà e il proprio fascino anche senza essere troppo disabile, è alquanto preoccupante  pensare che il fenomeno non interessa ragazzine in cerca di un loro ruolo nella società, ma donne adulte che dovrebbero già prevenire il corteggio degli acciacchi che accompagnano l’ età non più verde.

Mi si obietterà che ognuno è libero di fare ciò che ritiene meglio per se stesso e questa osservazione è verissima: si può scegliere se restare nel limite del buon gusto o decidere di tracimare nel pessimo gusto.

Eleganza deriva da “ ex ligere”, sapere scegliere. Chi sa scegliere è elegante, chi non sa scegliere non lo è.

E ogni contesto richiede scelte congrue.

Ormai il circo Barnum è lo specchio nel quale si riflette il costume sociale: importa apparire ad ogni costo, anche correndo il rischio di esporsi al pubblico ludibrio.

Occorrerebbe ritrovare quel sano senso del pudore, ben differente dall’ essere bigotti o tediosi moralisti, che ci rendeva  persone più interessanti e con una personalità definita.

Preservare quel po’ di mistero, unito al pudore di non disvelare tutto quanto di attraente si possiede, è da sempre stato un valore aggiunto che non ha mai sottratto fascino, ma lo ha alimentato.

Nessuno è mai stato riuscito a svelare il mistero della provenienza delle celebri camicie button down in tinta unita indossate dall’ avv. Agnelli: chi sosteneva fossero della sartoria newyorkese Brooks Brothers, chi, invece , della genovese Finollo. Ed è proprio tale alone di mistero ad avere contribuito a renderle così iconiche, al punto che  oggi non esiste uomo che non ne possegga alcune.

Ivan Albano

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